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L’abbraccio tra la vedova e la mamma

L’abbraccio tra la vedova e la mamma

La signora Santarelli: «Forse incontrerò Matteo e gli spiegherò chi era l’uomo che ha ucciso»

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CERRETO GUIDI. Claudia e Irene unite da un destino inimmaginabile eppure terribilmente presente. La prima, la vedova di Antonio Santarelli, la vittima; la seconda, la mamma di Matteo Gorelli, il carnefice. Sembrerebbero due realtà irrimediabilmente distanti e inconciliabili. E invece, come altre volte, Claudia Francardi e Irene Sisi si abbracciano prima dell’udienza. Il senso di questo gesto è tutto nelle parole della vedova dell’appuntato: «Antonio è stato uno strumento di salvezza per Matteo - dice Claudia - chissà dove sarebbe finito questo ragazzo se non lo avesse incontrato. Questo è un modo che la vita gli offre per dare una svolta alla propria vita. Anche per convertirsi. Antonio, anche in quella circostanza, si è comportato da padre più che da militare. Aveva una visione educativa. Incontrerò Matteo? Forse sì, e credo per lui sarà un privilegio. Gli spiegherò chi era Antonio, lo conoscerà meglio attraverso le mie parole».

Prima che l’udienza iniziasse, Claudia Francardi aveva espresso un auspicio: «Spero che il giudice sia giusto e tenga conto anche del nostro dolore, non solo del recupero di Matteo. Voglio che venga considerato anche il dolore di Niccolò (il figlio, ndr). Non c’è vendetta, abbiamo bisogno di un segno. E anche i carabinieri, anche chi sta sulla strada, deve sentire che la giustizia sta dalla loro parte». (p.s.)

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