Il Tirreno

Empoli

Imprenditore fa arrestare clan di usurai

Francesco Turchi
Imprenditore fa arrestare clan di usurai

Aveva chiesto un prestito alla moglie di un boss della camorra e pagava tremila euro al mese di interessi, 6 in manette

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CASTELFIORENTINO. La Valdelsa si ribella ai clan malavitosi. E per la seconda volta in appena un anno, due imprenditori che hanno vissuto lo stesso incubo, hanno trovato il coraggio di denunciare i loro “strozzini”, che sono finiti in manette. Sono sei gli arrestati (tre di Castelfiorentino) dai carabinieri per usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Un clan sgominato grazie alla denuncia del titolare di un’azienda di autotrasporti della Valdelsa, che aveva chiesto un prestito di 50mila euro alla moglie di un boss della camorra e si era ritrovato in un tunnel di minacce e violenze che sembravano non avere fine. Una storia molto simile a quella che un anno fa – in seguito alla denuncia di un altro imprenditore castellano (vedi box) – fece scattare sette arresti.

Il film. Crisi e usura vanno troppo spesso a braccetto, ma portano il malcapitato di turno su un binario morto fatto di esasperazione. Per fortuna stavolta l’imprenditore ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri, nel luglio scorso. La crisi economica l’aveva ridotto sul lastrico, al punto di non riuscire più a gestire la sua società di autotrasporti e a pagare gli stipendi ai dipendenti.

Moglie del boss. L’imprenditore si era trovato con l’acqua alla gola. E due suoi dipendenti – secondo quanto è emerso dalle indagini – Ciro Accardo e Nicola Gaudino, insieme alla moglie di quest’ultimo, Emilia Solimeno, gli avrebbero indicato una via d’uscita: «Ti facciamo conoscere una persona che può risolvere i tuoi problemi». E gli presentarono una donna, Annalisa De Martino, dalla quale ottenne un “prestito” di cinquantamila euro. In cambio, secondo quanto ricostruito, doveva pagare tremila euro al mese, ad esclusivo titolo di interesse, fino al momento in cui non sarebbe stato in grado di restituire l’intera somma. De Martino è la moglie di Giuseppe Gallo, noto come “Pepp o’ pazz” (in passato ha tentato di passare per malato mentale), 36 anni, detenuto nel carcere di Ascoli, reggente del clan camorristico Gallo-Vangone-Limelli. La donna si trovava agli arresti domiciliari a Castelfiorentino, nell’abitazione dei coniugi Solimeno-Gaudino, per associazione a delinquere di tipo mafioso.

Il tracollo. Nonostante la riduzione dei dipendenti e del parco veicoli (qualche anno fa l’azienda contava 100 furgoni e 90 addetti), l’imprenditore non riusciva a pagare le “rate” a De Martino. Il clan napoletano – sempre secondo gli inquirenti – a partire dal gennaio scorso ha iniziato un’opera di “convincimento” a suon di ritorsioni «con mezzi e rituali tipici – sottolineano i carabinieri – della criminalità organizzata di tipo mafioso»: minacce quotidiane da parte di Gaudino, Accardo e della stessa Solimento, ma anche di De Martino, oltre che da parte di Achille Ascione e Federica Genghi, anche loro campani, che si recavano appositamente in Valdelsa. Nello stesso periodo si sono registrati anche danneggiamenti ai pochi veicoli aziendali rimasti: pneumatici tagliati e furti di carburante.

L’alternativa. Il clan avrebbe anche offerto all’imprenditore come via d’uscita la cessione gratuita dell’azienda, oppure la possibilità di mettersi a disposizione dell’organizzazione per effettuare «qualche viaggio», forse – ipotizzano gli investigatori – per trasportare droga o rifiuti.

Il blitz. Dopo mesi di indagini con la regia del sostituto procuratore Coletta della direzione distrettuale antimafia, il gip Pezzuto ha disposto la custodia cautelare per i membri del clan, arrestati dai carabinieri dei nuclei investigativi di Firenze, Frascati e Torre Annunziata: Annalisa De Martino, 36 anni, nata a Pompei (ora in carcere a Roma); Nicola Gaudino 32 anni e la moglie Emilia Solimeno, 28 anni, entrambi agli arresti domiciliari nella loro abitazione di via Volta a Castello; Ciro Accardo, 32 anni, residente in via Ciurini a Castelfiorentino, ora a Sollicciano insieme ad Achille Ascione, 34 anni di Torre del Greco (Na); Federica Genchi, 22 anni, di Castellammare (Na), è ai domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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