Il Tirreno

Empoli

Sentimento e bellezza sfida per gli italiani del terzo millennio

di Luciano Gianfranceschi
Sentimento e bellezza sfida per gli italiani del terzo millennio

Tavola rotonda a Villa Mansi organizzata da Eva Perini Nieri Un confronto tra esperti, letture dell’artista Marco Bagnoli

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FUCECCHIO. I turisti stranieri fanno wow!, restano a bocca aperta e occhi spalancati davanti a tanta bellezza in Italia. Noi siamo abituati e non ci meravigliamo di niente. Anche per questo la dottoressa Eva Perini Nieri, moglie di Alessandro, titolare della Fattoria Montellori che ha opere d’arte all’interno, e capolavori fioriti nel giardino e nel parco, ha curato per il “Progetto Vitalità”, la tavola rotonda “Sentiment of beauty”, costretti alla bellezza, una sfida per gli italiani del terzo millennio. E, come location, la splendida e suggestiva Villa Mansi, a Segromigno.

«Il progetto, coordinato da Pietro Ruffini e Antonio Veronesi, ha come forza guida l’idea di bellezza – spiega - quale inestimabile patrimonio artistico, culturale ed economico dell’Italia. Per settecento anni, senza che ne fossimo pienamente consapevoli, la nostra vita come Paese e la nostra ricchezza come nazione hanno ruotato attorno all’energia e al valore che abbiamo saputo produrre usando i diversi linguaggi dell’estetica».

Da qui, la tavola rotonda sul tema della bellezza in senso artistico, filosofico e declinato come made in Italy, con personalità di spicco del panorama culturale. Inaugurando un ciclo di conferenze, che si articolerà in due-tre anni. E partendo dal territorio che è stato fin dal Rinascimento e lo è ancora oggi, testimone della bellezza nelle sue arti, mestieri e monumenti. Introdotti e moderati dal giornalista Marco Carminati, de “Il Sole 24ore” si sono poi susseguiti tre brillanti relatori. Che cos’è la bellezza? Nel convegno si è partiti dalla definizione della bellezza con l’intervento del Prof. Luigi Ficacci - Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì Cesena, Ravenna e Rimini - che ne ha sottolineato l’inconsistenza logica a causa della sua relatività e soggettività che la rendono inafferrabile. Mentre al tempo stesso la bellezza è uno dei valori più resistenti, costantemente confermato e riconosciuto nel sentire comune. Bello e brutto sono attribuzioni costanti, anche nella valutazione più elementare, semplice e non necessariamente attraverso particolari mediazioni culturali. Quindi ecco che nel significato e nell’uso del concetto di bellezza si rileva questa speciale coesistenza di dubbio e di certezza. Firenze produce bellezza.

Invece Cristina Acidini - Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze - si è soffermata sulla sua esperienza di storica dell’arte in particolare del periodo dal Rinascimento Quattro-Cinquecentesco al Seicento barocco. Un tempo e un luogo, Firenze, in cui il concetto di bellezza è sorretto dai caratteri della certezza. Firenze infatti nel Rinascimento, consapevole e universalmente riconosciuta di avere il primato del possesso e della capacità produttiva di bellezza artistica, la utilizza come un’arma sia culturale sia politica, e come una delle forze portanti e necessarie della civiltà. Bellezza è anche economia.

Infine l’intervento di Giovanni Lanzone - presidente di "The Renaissance Link" - ha parlato della bellezza come componente essenziale dell’economia del nostro paese: nel Rinascimento, le sorgenti dei prodotti italiani erano chiamate botteghe d’arte, oggi sono le aziende dalla A di Armani alla Z di Zanuso. Ora come allora, gli italiani si distinguono nel modo inimitabile in cui fanno le cose, che è anche l’unico per uscire a testa alta dalla crisi economica attuale. Le quattro A del Made in Italy - Agricoltura, Abiti, Arredamento e Automazione - cui si aggiungono inevitabilmente i beni culturali e il turismo, hanno come primo punto di forza proprio la bellezza: la passione per il bello che gli artigiani italiani hanno sempre messo nel produrre anche oggetti quotidiani. Cultura e solidarietà. Sono seguite letture recitate dall’empolese Marco Bagnoli, uno dei più significativi esponenti dell’arte contemporanea. Ha presentato lavori inediti: Gli Arcieri e l’Araba fenice blu. L’hanno accompagnato le musiche dei compositori DiVolo&Tancredi con un madrigale composto appositamente per la bella serata all’insegna della cultura e della solidarietà.

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