Il dolore
Rendite catastali, scattano le verifiche incrociate
Patto tra le amministrazioni comunali e l’Agenzia del Territorio per recuperare i tributi relativi agli immobili che non erano stati dichiarati
EMPOLI. Un patto tra Comuni e Agenzia del Territorio per stanare gli immobili fantasma dell’Empolese Valdelsa attraverso l’incrocio delle banche dati. Con una duplice finalità: attribuire la rendita catastale ai fabbricati mai dichiarati e verificare la regolarità urbanistica di quelli accatastati d’ufficio. L’ex Catasto istruirà l’Unione dei Comuni del circondario, che poi dovranno lavorare sul territorio, passando al setaccio caso per caso.
Il piano. Si tratta del secondo step dell’operazione avviata nel 2007, quando furono scattate le foto aeree proprio con l’intento di confrontarle con le cartografie esistenti e stanare di conseguenza gli immobili fantasma. Nella scorsa primavera l’Agenzia ha provveduto all’accatastamento d’ufficio di un migliaio di fabbricati nel circondario (anche se poi c’è stata una scrematura dovuta a delle imprecisioni), con l’attribuzione di una rendita presunta. Questi proprietari hanno dovuto pagare sanzioni, Ici e Tia dal gennaio 2007. Una seconda tranche di particelle “incriminate” sarà pubblicata oggi (vedi articolo a fianco).
Cosa succede. Grazie al patto tra Anci Toscana e Agenzia del Territorio, scatta una seconda fase di contrasto all’evasione e recupero tributario nell’ambito delle rendite catastali. Le modalità operative saranno illustrate in un incontro, che si terrà nei primi mesi del 2013, in cui i dirigenti e i funzionari della Direzione regionale dell’ex Catasto, illustreranno anche all’Unione dei Comuni i flussi informativi tra enti, le norme e gli adempimenti connessi.
Tre strade. Sono tre i settori di intervento in cui i comuni potranno cooperare: la verifica della regolarità urbanistica per le unità immobiliari su cui è stata riscontrata l’assenza nella cartografia catastale ed è stata già attribuita – con l’operazione della scorsa primavera – la rendita presunta; la conclusione delle procedure su quegli immobili (attualmente sono circa 7000 in tutta la regione) per i quali, pur avendone riscontrata l’assenza nella cartografia, non è stato ancora possibile attribuire la rendita. E, infine, la verifica sul territorio di quanto rilevato dalle foto e dalle cartografie. Secondo la stima dell’Agenzia del territorio regionale è di circa 50 milioni di euro la rendita catastali di quegli immobili che esistono ma non trovano riscontro nelle cartografie catastali.
Sindaci pronti. Il Circondario, già in prima linea nella lotta all’evasione anche grazie al sofware Tosca che incrocia le banche dati dei cittadini dell’Empolese Valdelsa, è pronto a recitare un ruolo da protagonista anche su questa nuova strada che si sta per aprire nella lotta all’evasione: «Parteciperemo alle giornate formative-informative – spiega il delegato alla finanze, Federico Campatelli – come Unione dei Comuni. Ormai su questo versante ci muoviamo sinergicamente da tempo». Ma per capire nel dettaglio le modalità operative bisognerà attendere la “lezione”: «Si tratta di una “fase 2”, che fa seguito alle foto aeree e al successivo accatastamento d’ufficio con attribuzione della rendita», che non sempre però – come ha spiegato l’Agenziadel territorio – è stata possibile. «A questo punto – conclude Campatelli – entrano in gioco direttamente i Comuni, con il compito di effettuare verifiche puntuali sul territorio. Lo faremo non appena ci saranno forniti gli strumenti e le istruzioni» .
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google