Gioco
L’Italia contemporanea vista con gli occhi dei registi di cinema
CERTALDO. Oggi alle ore 17 alla Biblioteca Bruno Ciari secondo incontro del ciclo “Incontri in biblioteca con gli autori e le loro opere” con Massimiliano de Luca che presenta “Il Paese che non c'è:...
CERTALDO. Oggi alle ore 17 alla Biblioteca Bruno Ciari secondo incontro del ciclo “Incontri in biblioteca con gli autori e le loro opere” con Massimiliano de Luca che presenta “Il Paese che non c'è: Breve storia di un'identità mancata”, Aracne Editrice. L'autore, introdotto e commentato dall'assessore Francesco Dei, presenterà il suo saggio che spiega in termini graffianti ma delicati la storia dell'Italia contemporanea (dal 1943 al 1980) filtrata attraverso i film e i grandi registi degli ultimi anni.
Si racconta del fascismo e della fine della guerra attraverso i fotogrammi di Visconti e Rossellini, si parla del boom economico passando da La Dolce Vita di Fellini ma toccando anche il vuoto dietro al benessere grazie a Il sorpasso di Risi, si arriva ad argomenti caldi come il mondo operaio visto dall'occhio meccanico di Petri o i giovani e la loro voglia di farcela nelle pellicole di Moretti.
«Massimiliano De Luca sa cogliere nelle scene dei film il procedere della storia e ancorandosi ad essa ripercorre il grande cinema italiano dei registi del Neorealismo – spiega Enzo Antonio Cicchino nella prefazione – drammi, tragedie e misteri vissuti sulla pelle degli Italiani ma inchiodati alla pellicola: questo il nerbo dell'autore che spinge i suoi lettori a porsi domande: è la realtà a modificare la sua espressione, o è l’espressione, cioè il cinema stesso, a piegare a sua immagine la realtà concreta del pubblico che lo guarda? Quanto modifica i desideri, il ragionamento, le intenzioni del cuore un film come “Rocco e i suoi fratelli” di Visconti, “Il caso Mattei” di Rosi, “La classe operaia va in paradiso” di Petri? Il film che lascia il segno è sempre come un colpo di finestra: sbatte, non tranquillizza, crea scatto, scarto, iato felino tra un prima e un dopo».
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