Il Tirreno

Empoli

Bersani a Empoli: non roviniamo tutto

Bersani a Empoli: non roviniamo tutto

Bagno di folla per il segretario che richiama al rispetto delle regole: «Non abbiamo bisogno di fuoco amico»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. I volontari del partito che gli aprono un varco tra la folla, una carezza del sindaco Luciana Capelli prima di salire sul palco. E poi il segretario che si trova di fronte al Palesposizione zeppo di persone. Un’ emozione anche per lui, abituato da decenni ai grandi comizi. «Ma quanti siete qui a Empoli...», queste sono state le prime parole di Pier Luigi Bersani. Circa 2.500 quelli che alle 18 sono andati ad ascoltarlo alla chiusura della campagna per le primarie. Meno di quelli che aveva catalizzato il suo competitore, Matteo Renzi, un mese e mezzo fa. Ma ieri sera non sono comunque mancati applausi e passione. Compresa qualche momento di commozione quando il segretario è salito sul palco sulle note di “Un senso”, la canzone di Vasco Rossi che lui scelse quando si candidò alla guida del partito.

Sul palco, oltre al sindaco Cappelli, anche 15 giovani e sopra uno striscione con la scritta “Con l’uomo onesto al momento giusto, per l’Italia”. Dunque l’essere accanto ai giovani e la moralità, questi i due messaggi che il comitato ha voluto sottolineare all’incontro con il segretario. Temi che poi sono stati ripresi durante il suo intervento interrotto solo da lunghi applausi. La serata è stata aperta dalla segretaria dei Giovani democratici. «Le primarie sono una festa e a chi dice che la buona politica non esiste - ha detto Silvia Vannelli - noi abbiamo risposto con tantissimi ragazzi che sono stati il motore di questo voto. Noi crediamo in una politica spinta dalle passioni e non dagli interessi personali». Il comitato ha fatto trovare poi al segretario un video di alcuni anni fa in cui Bersani diceva «Chiedimi chi erano i Beatles, chiedimi la storia che abbiamo alle spalle, una storia di conquista e di valori da portare avanti». Un concetto che il segretario- sfidante ha ripreso. «È evidente che il rinnovamento è girare la ruota - ha detto - ma per farla girare ci vuole l’esperienza che non deve essere presa a calci. Se tagli le radici non vengono più le foglie nuove e se tornano non sono più le stesse».

E poi ancora ha attaccato, pur senza pronunciare mai il suo nome, il Rottamatore. «Non vogliamo che il paese continui a parlare di questioni anagrafiche, altrimenti arriva l'Onu e ci mette sul lettino dell'analista».

Ha parlato dei punti forti del suo programma (se vincerà le primarie e poi le elezioni: la moralità (che contiene le riforme istituzionali come i diritti) e il lavoro. E poi parole forti sulle primarie. «Domenica non sfregiamo la giornata - ha detto - il rispetto delle regole è la prima cosa che deve fare chi si candida a governare il paese. Non abbiamo bisogno di fuoco amico». Alla fine del comizio il palco si è riempito di sostenitori. Tanti quelli di Castelfiorentino che sono andati a testimoniare al segretario Bersani che l’ex fortezza rossa «non è tutta per Renzi». Tra loro c’erano anche il presidente del consiglio comunale Gianfranco Cannella e l’ex vicesindaco Luigi Lotti.

ALTRI SERVIZI A PAG. 4 E 5

GUARDA LA FOTOGALLERY

E COMMENTA

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa