Sicurezza
Gli artigiani bocciano le aperture festive e gli orari no-stop
Acconciatori, estetisti e tatuatori non vogliono modifiche Cna chiede più controlli ai vigili sul rispetto delle regole
EMPOLI. Acconciatori, estetiste e tatuatori dicono no alla “liberalizzazione”. Niente orari dilatati, saracinesche abbassate nei giorni “rossi”, che sia domenica o il patrono del paese. Stavolta il governo non c’entra. Cna dell’Empolese Valdelsa aveva avviato un’indagine conoscitiva per capire la volontà della categoria rispetto all’ampliamento dell’orario di lavoro: «Avevamo ricevuto sollecitazioni in questo senso – spiega il coordinatore Paolo Gianassi – da alcuni addetti ai lavori e abbiamo deciso di approfondire la questione». E così è stato recapitato a 350 attività una lettera con 4 domande per capire se c’era la volontà di modificare il regolamento in vigore negli undici comuni dell’Empolese Valdelsa. Ma ai 120 artigiani che hanno risposto, soprattutto da Empoli, Castello, Vinci e Montelupo, non piacciono le novità. «Vuoi che l’orario di apertura resti quello previsto nell’ordinanza in vigore?»: l’88% ha risposto Sì. Inoltre l’81% non vuole la liberalizzazione del patrono, l’89% non vuole l’ampliamento dell’orario e il 90% non ne vuol sentire di aprire la domenica in concomitanza con i centri commerciali più vicini. Dunque il limite massimo di apertura resta di 53 ore settimanali, tra lunedì e sabato esclusi domenica e festivi), da effettuarsi nella fascia oraria tra le 7 e le 22, con ampliamento facoltativo a 62 ore nel periodo tra il 21 e il 31 dicembre. Cna prende atto della volontà dei soci e contemporaneamente chiede «più controlli da parte della polizia municipale, per garantire il rispetto di quanto stabilito dall’ordinanza.
Ma - sottolinea Gianassi – secondo noi una maggiore flessibilità garantirebbe la crescita della categoria, rimasta su posizioni troppo conservatrici. Un esempio? L’8 dicembre quest’anno viene di sabato: acconciatori ed estetisti dovranno restare chiusi e concentrare la clientela sul venerdì, con notevoli difficoltà organizzative. Probabilmente il 5 dicembre riceveremo telefonate di artigiani che si lamenteranno dell’impossibilità di aprire il sabato». La scarsa flessibilità della categoria è sottolineata anche da Alba Di Marino, sempre di Cna: «C’è chi preferisce limitare i giorni di apertura per contenere le spese di utenze e personale: ma così non sfida la crisi e non garantisce un servizio alla clientela». Luciano Santini dell’omonima Accademia di Empoli striglia la categoria: «Così un cliente può benissimo andare a farsi l’acconciatura in un comune vicino, dove gli artigiani hanno una mentalità diversa e garantiscono orari più flessibili. E invece ci ostiniamo a non garantire un servizio, la domenica come per il patrono o l’8 dicembre. In questo modo si incentiva l’abusivismo». Fenomeno che infatti – secondo Cna – “mangia” il 10% della clientela alle aziende regolari.
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