Sicurezza
Il segretario Pd che ha vinto con Matteo
Brenda Barnini è l’unica insieme al collega di Lucca ad essersi schierata contro Bersani
EMPOLI. Il voto che segna la debacle della classe dirigente toscana del Partito democratico dà ragione a Brenda Barnini, unico segretario a livello regionale - insieme al collega della federazione lucchese - ad essersi schierato con Matteo Renzi. La sua scelta, poco ortodossa e dunque coraggiosa, la pone in una situazione molto particolare: è la massima dirigente di una federazione - quella dell’Empolese Valdelsa - che può contare su una percentuale di iscritti, votanti e successi elettorali con pochi per non dire zero eguali a livello nazionale ma che in questo momento esprime una posizione contrapposta a quella dell’establishment del partito. Una posizione delicata che le impone cautela ma che le fa onore, se non altro per la capacità che ha dimostrato di saper interpretare e rappresentare l’elettorato di centrosinistra del circondario.
«Questo è il risultato di un lavoro straordinario fatto da tutti i sostenitori attivi nei diversi comitati - ha detto commentando a caldo la vittoria di Renzi - che ha portato in poco più di tre settimane centinaia di iniziative nel circondario e il coinvolgimento di decine di persone che per la prima volta hanno sentito la voglia di tornare protagonisti. L’affermazione di Matteo Renzi al primo turno nel nostro territorio, così come nel resto della Toscana è il segno di una voglia di innovazione profonda che da tempo è presente nel popolo del centro sinistra e che penso vada letta in positivo come spinta al rinnovamento della politica e come freno all'antipolitica».
Ieri ha preferito non aggiungere altro, evidentemente in attesa che il risultato di domenica - ai piani alti del Pd toscano - venga metabolizzato. Di certo lei con questa presa di posizione, oltre a spiazzare molti dirigenti del partito e non solo loro, ha confermato le capacità politiche che le hanno consentito di diventare giovanissima segretario di una delle federazioni più importanti del Pd. Capacità che dovrà sfoggiare ora più che mai per tornare in piena sintonia, oltre che con gli elettori, anche con la parte del partito - sia nella base che nel ceto dirigente, sia a livello locale che regionale - che hanno votato per il segretario nazionale. Lei per ora si limita a ripetere: «Hanno vinto i cittadini prima di tutto e il Pd che ha creduto a cominciare da Bersani nella capacità degli italiani di riappropriarsi della democrazia». (l.m.)
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