Il dolore
I leader sconfitti: ma l’importante è il Pd
Gli esponenti di punta del fronte bersaniano si mobilitano per la rimonta del segretario
EMPOLI. Se la sconfitta brucia, non lo danno a vedere. E comunque si consolano con il successo a livello nazionale. Gli otto sindaci bersaniani respingono l’accusa di non avere il “termometro” politico delle loro realtà, sottolineano in coro che «il vero successo è il dato relativo alla partecipazione» e giurano che, comunque vada, da lunedì saranno al fianco del vincitore delle primarie. Anche i segretari di partito, per la verità, erano quasi tutti con Bersani, fatta eccezione per Daniele Vanni (Vinci), Amdrea Campigli (Empoli) e Sandro Bartaloni (Castelfiorentino)
«Un’affluenza così non me l’aspettavo» esordisce Giulio Mangani: «Anche perché qui al massimo avevano votato in 1.800 alle primarie per il candidato sindaco 2004». E invece stavolta si sono presentati in 2.131 e il 58% ha scelto Renzi: «L’elettorato ci ha mandato un messaggio sul quale dobbiamo riflettere».
Un altro bersaniano, oltre a Luciana Cappelli (Empoli) e Paola Rossetti (Montaione) è Carlo Tempesti (Cerreto): «Secondo me la gente non ha capito che il programma di Renzi è tutt’altro che innovativo. Comunque dal 3 dicembre si lavora tutti insieme». Sulla capacità di spostare consensi: «Contano mass media e social netowork. Le iniziative a livello locale coinvolgono poche decine di persone».
Enrico Sostegni (Capraia e Limite) assicura che «il termometro lo avevamo: parlando con la gente, nelle case del popolo come per strada, si percepiva che Renzi avrebbe raccolto molto». Rossana Mori (Montelupo) ha votato per il segretario, ma fin dal primo giorno si è sempre mostrata scettica verso le primarie: «Continuo a credere che sia uno spreco di energia in un momento così difficile per l’Italia, mentre le aziende chiudono e la gente perde il lavoro». Esulta per la partecipazione Andrea Campinoti (Certaldo): «Non mi avventuro in analisi di politologia. Oggi l’elettorato si ritiene libero di scegliere al di là delle posizioni del sindaco o del segretario di partito. Si informa attraverso i media e sceglie per chi votare. La certezza è che oggi il Pd è il partito più legittimato a governare». E Federico Campatelli (Gambassi Terme) aggiunge: «Si capiva che c’era una grande attenzione per Renzi. Noi sindaci abbiamo preso una posizione in una competizione all’interno del partito, ma il nostro compito è un altro».
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