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Cerreto Guidi e l’antica chiesa dei “bianchi”

CERRETO GUIDI. La chiesa di San Jacopo, con annesso ospedale, indicata «come fuori e vicino alle mura di Cerreto», viene menzionata per la prima volta nell'ottobre 1466 nel corso di una visita...

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CERRETO GUIDI. La chiesa di San Jacopo, con annesso ospedale, indicata «come fuori e vicino alle mura di Cerreto», viene menzionata per la prima volta nell'ottobre 1466 nel corso di una visita pastorale del vescovo di Lucca, diocesi alla quale Cerreto appartenne fino al 1622, data della creazione della diocesi di San Miniato. Da sempre è menzionata come sede della Compagnia dei “bianchi”, dal colore della cappa che i confratelli della compagnia della Beata Vergine Maria indossavano durante le loro “tornate” in chiesa. A Cerreto c’è anche l’oratorio “dei rossi”. Un importante documento ci racconta che nel 1669 il vescovo di San Miniato confermò a Vincenzo Borgherini "patrizio fiorentino", appartenente a una famiglia che aveva vasti possedimenti a Cerreto, il patronato dell'oratorio con ospedale, che conserva sulla facciata lo stemma in pietra. Poi, nel 1699, il patronato passò a Raffaele Girolami, canonico del duomo di Firenze, poi nel 1736 a Leonardo Bartolini Salimbeni, patrizio fiorentino. Attualmente l'oratorio, il cui ospedale è documentato fino a fine XVII secolo, è di proprietà della Misericordia di Cerreto. Nell'oratorio è conservata sopra l'unico altare una grande tela raffigurante la Madonna che appare a San Jacopo, restaurata di recente. Il piccolo ospedale annesso, dedicato al patrono dei viandanti, era periodicamente sottoposto alle visite delle autorità comunali: aveva pochi letti riservati all'accoglienza di poveri e pellegrini. L'edificio è stato consolidato alcuni decenni fa col contributo del benemerito ingegner Galliano Boldrini.

Paolo Santini

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