Sicurezza
Al via la campagna contro la violenza sulle donne
EMPOLI. Centodue paia di scarpe, tante quante le donne uccise dall’inizio del 2012, dipinte di rosso come il colore del sangue e dei sentimenti di amore e gelosia in nome dei quali hanno perso la...
EMPOLI. Centodue paia di scarpe, tante quante le donne uccise dall’inizio del 2012, dipinte di rosso come il colore del sangue e dei sentimenti di amore e gelosia in nome dei quali hanno perso la vita. Ruota intorno a questo simbolo la campagna che la conferenza delle donne dell'Empolese Valdelsa ha voluto lanciare quest'anno per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla piaga della violenza di genere. Una campagna che è andata ben oltre la classica diffusione di manifesti in prossimitá del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne istituita nel 1999 dall'Onu.
Giá dal luglio scorso infatti le donne del Pd si sono mobilitate per mettere su un progetto che riuscisse davvero a scuotere le coscienze di uomini e donne invitandoli a riflettere sulla tragedia di questa cieca violenza che il piú delle volte si svolge tra le mura domestiche e che, stando ai dati dell'organizzazione mondiale della sanitá, è la prima causa di morte tra le donne di etá compresa tra i sedici e i settant'anni.
Grazie soprattutto al contributo di Anna di Maggio, regista dell'associazione Teatrino dei Fondi e membro della conferenza delle donne del Pd, il progetto si è tradotto nel luglio scorso a Castelfiorentino in uno spettacolo a tutto tondo che aveva al centro appunto le fatidiche scarpe rosse e che ha riscosso un tale successo che sará replicato sabato 24 nella Cittá del teatro di Cascina e poi ancora a Maggio a Firenze. «Queste scarpe rosse, donateci dalle donne di Castelfiorentino - ha detto la regista - hanno incuriosito uomini e donne, guidandoli verso il palco come le molliche di Pollicino».
L'installazione artistica ha fatto e fará nei prossimi appuntamenti da preludio a un ampio dibattito sulla piaga della violenza di genere che sará peró intervallato a Cascina da letture di brani da parte di artisti, attori e giornalisti, dalla proiezione di un cortometraggio e, cosí come a sorpresa avvenne a Castelfiorentino, da un flashmob dei ragazzi dell'associazione Kappaerre.
«Come Donne Democratiche abbiamo deciso di sfruttare la risonanza mediatica delle primarie per portare all'attenzione il tema della Violenza alle donne, una piaga sociale che ancora non trova una adeguata risposta delle istituzioni - spiega Tania Cintelli, portavoce della conferenza delle Donne del Pd Empolese Valdelsa - nel 2011 sono state 137, nel 2012 più di 100, le donne uccise da ex mariti o ex compagni che in molti casi non hanno accettato l'abbandono. Questa strage di donne si definisce femminicidio».
Data la concomitanza tra primarie e ricorrenza indetta dall'Onu, le donne del Pd avrebbero voluto affiggere i manifesti, che pubblichiamo qui di fianco, in ognuno dei seggi in cui domenica si voterá per le primarie del centrosinistra. «Era un'occasione - ha detto Marianna Gorpia, segreteria donne del Pd - per far conoscere la giornata e sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne ma Sel ha detto no perché sono comunque manifesti targati Pd. Una scelta che trovo incomprensibile. Quello che salta all'occhio qui non è il simbolo del partito ma il messaggio che non è né politico né partitico e dovrebbe essere abbracciato da tutti».
A Marianna Gorpia ha fatto eco anche il segretario del Pd Brenda Barnini per la quale «non avere uno di questi manifesti in ognuno dei 62 seggi in cui si voterá è un'occasione mancata a causa della miopia di chi pensa che sia un problema la presenza di un simbolo, peraltro quasi invisibile».
Veronica Potenza
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