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Empoli

Ma la struttura di via Meucci è inutilizzata

Ma la struttura di via Meucci è inutilizzata

Pasquinucci: «Servono interventi di adeguamento». L’Asl: «Il recupero è in fase di progettazione»

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EMPOLI. Oggi Casa Arrighi è vuota. Al piano di sopra ci vive Alaide insieme alla badante che si prende quotidianamente cura di lei. Ma quelle stanze che per anni hanno ospitato sua figlia Carla e altri disabili, sono vuote. Perché non sono più a norma. Mesi fa gli ultimi ospiti sono stati sistemati in altre strutture del circondario. E il Comune di Empoli, che ha ricevuto l’immobile in donazione, sta cercando insieme all’Asl 11 la strada migliore per far ripartire la struttura inaugurata nel 1997.

La conferma arriva dal vicesindaco Carlo Pasquinucci: «Nelle attuali condizioni purtroppo Casa Arrighi non è utilizzabile, ma la questione è all’attenzione anche del sindaco. Ci stiamo muovendo anche con l’Azienda sanitaria per dare un futuro al centro per disabili voluto da una donna straordinaria come Alaide, animata da un grande spirito di servizio. Sarà presa una decisione in tempi brevi».

Per garantire un futuro alla struttura, l’amministrazione comunale è in stretto contatto coi servizi sociali dell’Asl 11, diretti da Rossella Boldrini, che ha il compito di disegnare la nuova vita di Casa Arrighi in via Meucci a Ponzanno: «La struttura va riaperta – fanno sapere dall’Azienda di via dei Cappuccini – e per questo è in fase di progettazione il recupero funzionale dell’immobile, che va adeguato alle esigenze degli ospiti disabili».

E l’appello che Grazia Becarelli lancia in vista del centesimo compleanno di Alaide Arrighi va proprio in questa direzione: «È doveroso tutelare tutti assieme adesso il testamento spirituale di Alaide: il suo desiderio che i suoi sforzi economici e sociali di tutta la vita vadano a vantaggio degli ultimi, dei suoi " molti figli" non autosufficenti».

Le istituzioni hanno il dovere di portare avanti l’opera voluta dalla centenaria per la sua figlia Carla e per altri disabili, per fare in modo che i sacrifici di Alaide e il suo esempio di vita, la sua determinazione che l’ha portata a coronare un sogno dopo anni di attesa, non vengano spazzati via dalla burocrazia e dalla carenza di risorse e non finiscano nel dimenticatoio. (f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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