Sicurezza
In 400 al corteo contro le trivelle
Con trattori, pentole e fischietti hanno attraversato il centro Striscioni con la scritta «No ai tumori» e maschere antigas
CERTALDO. Un corteo destinato a far parlare, del quale non si scorderà facilmente la comunità di Certaldo. Oltre quattrocento persone dalla Valdelsa, dal Senese e dal Chianti uniti sotto il simbolo del Comitato tutela della Valdesa per dire no al progetto di estrazione dell’anidride carbonica chiamato San Paolo che interesserà il Comune di Certaldo. Il tema è caldo e sta riempiendo i palazzi istituzionali, la politica e soprattutto il dibattito cittadino.
I cittadini si sono ritrovati alle 15 in piazza dei Macelli, davanti al Centro giovani, luogo che il 26 ottobre ha ospitato l’assemblea pubblica sul tema dell’estrazione del gas con oltre 350 persone. E anche questa volta i numeri hanno superato le più rosee previsioni con oltre 400 cittadini che animati da fischietti, coperchi di pentola, striscioni, musica e cori hanno animato un corteo che si è snodato fra le vie principale di Certaldo, sfilando anche sotto il municipio. Un vero e proprio serpentone partito alle 15,45 e che ha concluso il proprio tour alle 17 in piazza della Libertà dove il presidente del Comitato tutela della Valdelsa Pietro Majioni ha parlato per alcuni minuti per far capire cosa sta succedendo, cosa potrebbe succedere e quali sono le intenzioni di questa comunità e degli aderenti che vogliono dire no al progetto di estrazione della CO2. C’erano giovani e giovanissimi, famiglie e bambini, ragazze e ragazzi, che si sono ritrovati accomunati sono un’unica bandiera e comune denominatore, quella di proteggere il territorio da un possibile attacco ambientale che potrebbe deturpare l’area e i sogni di chi ci vive.
Fischietti che hanno riempito ed echeggiato lungo le vie, con decine di curiosi e cittadini che erano ignari del corteo e del progetto di estrazione dell’anidride carbonica per fini industriali. E che hanno ricevuto spiegazioni e informazioni a proposito.
L’obbiettivo infatti della manifestazione era quello di informare la cittadinanza dell’esistenza di questa possibilità e dei rischi annessi. Viale Matteotti, piazza Boccaccio e via Cavour sono stati i punti cardine del corteo grazie al quale un paese intero si è fermato, complici anche i relativi disagi creati alla viabilità, controllata dalla polizia municipale e dai carabinieri.
La manifestazione ha avuto anche un vero e proprio momento da stadio quando il vice presidente del comitato Antonio Bernardi ha scatenato la folla con un «chi non salta CO2 è». Un corteo ordinato e composto che alla sua testa aveva due striscioni simbolo “Si ai diritti alla salute” e “No alle trivelle” e alle spalle il trattore del presidente del Comitato Majioni che ospitava l’organizzazione musicale che ha allietato e movimentato il corteo.
Fra i colori e le bandiere presenti è spuntato anche un No Tav e una bandiera della Palestina, con un cittadino straniero che a suon di tromba attirava l’attenzione. Non c’era alcun esponente della giunta Campinoti, ma c’erano Damiano Ghiozzi dei Verdi, Enzo Migliorini del Pd, l’ex assessore Roberta Ceccherini, il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini, il capogruppo del Pdl a Certaldo Lucia Masini, Marco Cordone della Lega nord, il presidente del comitato di Vico d’Elsa Alessandro Betti e Giuseppe Cangialosi, presidente dell’associazione “Prima di tutto”.
Giacomo Bertelli
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