La protesta
Scattano le vaccinazioni l’Asl: assurdo avere timori
L’Azienda teme un calo per il blocco di alcuni lotti Novartis delle scorse settimane Subito 23mila dosi (contro le 48mila del 2011) e nuovi ordini in base alle richieste
EMPOLI. Arrivano le prime 23mila dosi, ma la guerra all’influenza scatta con venti giorni di ritardo e con qualche incognita in più. C’è da fare i conti con lo stop ai vaccini prodotti dalla Novartis, deciso lo scorso 17 ottobre e rimosso il 9 novembre dall’Agenzia italiana del farmaco. Una battuta d’arresto definita «precauzionale» e motivata con la necessità di effettuare ulteriori verifiche su alcuni lotti che peraltro non erano stati immessi sul mercato. Ma l’operazione, che ha avuto una notevole eco mediatica, ha fatto aumentare la diffidenza tra i destinatari dei vaccini. Tanto che l’Asl 11 ha deciso di andarci coi piedi di piombo, scegliendo di ordinarne intanto la metà e poi di andare avanti a piccoli passi, in base alle richieste. Tuttavia Paolo Filidei, direttore dell’unità operativa semplice Prevenzione delle malattie trasmissibili, tranquillizza le categorie interessate: «Non bisogna avere alcun timore. I vaccini sono sempre molto controllati. Quest’anno, se possibile, ancora di più: non ci sono dubbi sulla loro sicurezza».
Lo start. Intanto sono stati consegnati ai medici e pediatri di famiglia i vaccini antinfluenzali per l'inizio della campagna di vaccinazione, 23mila dosi prodotte da Novartis e Sanofi. Ulteriori consegne saranno effettuate nei prossimi giorni: «Già la prossima settimana – sottolinea Filidei – ne arriveranno altre migliaia. Poi faremo ulteriori ordini in base alle richieste». Ma difficilmente si arriverà alle quarantottomila dosi distribuite un anno fa: «Vogliamo evitare sprechi. Siamo consapevoli che ci può essere una flessione per via del blocco precauzionale, che può avere in qualche modo condizionare i soggetti interessati».
Le categorie. Sono individuate dall’apposita circolare ministeriale, ovvero tutte le persone di sessantacinque anni o più, le donne in gravidanza (al secondo e terzo trimestre), le persone affette da malattie croniche (ad esempio cardiopatie, tumori, malattie croniche polmonari o renali, diabete, immunodepressione), gli operatori sanitari, i familiari dei soggetti a rischio. La vaccinazione (gratuita per le categorie a rischio) è particolarmente importante per questi soggetti, in quanto l'influenza è una malattia che può provocare complicanze anche gravi, e la vaccinazione è un mezzo di prevenzione efficace e sicuro.
I pericoli. L'influenza provoca ogni anno un numero elevato di complicanze (ad esempio polmoniti e miocarditi), che possono determinare il ricovero in ospedale, o anche la morte: ogni anno in Europa si registrano quarantamila decessi legati alle complicazioni del virus. L'influenza è ancor oggi la terza causa di morte per malattia infettiva in Italia dopo Aids e tubercolosi: «Le dosi sono sicure – sottolinea ancora Filidei – e chi ha qualche dubbio deve anche valutare cosa c’è sull’altro piatto della bilancia e cioè cosa può comportare l’influenza soprattutto per un soggetto che rientra in determinate categorie».
Poco male. Gli effetti collaterali invece – assicura l’Asl 11 – sono di lieve durata e possono consistere essenzialmente in dolore e gonfiore nel punto di iniezione, ed eventualmente febbre o malessere generale che si risolve però nel giro di poche ore.
Ecco il virus. Intanto al Policlinico di Pavia è stato isolato il primo caso italiano di influenza della stagione 2012-13: il virus è del ceppo AH1N1, lo stesso che è circolato l’anno scorso in Italia: «Ma dal primo isolamento di un virus all’epidemia passa un bel po’ di tempo – spiega ancora il direttore dell’unità operativa semplice Malattie trasmissibili dell’Azienda sanitaria empolese –. La vera influenza – da non confondere con tante altre infezioni delle vie aeree che non comportano importanti conseguenze – arriverà intorno a Natale e il picco si registrerà nel mese di febbraio». Questo significa che il ritardo della campagna di vaccinazione non dovrebbe avere ripercussioni sui soggetti a rischio: «Peraltro – conclude il dottor Paolo Filidei – coloro che l’avevano già fatto l’anno scorso hanno già gli anticorpi e il nuovo vaccino funziona come una specie di richiamo».
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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