Sicurezza
Minacciato col coltello alla gola da due ladri in camera da letto
L’uomo è uscito dalla doccia e si è ritrovato di fronte i malviventi che gli svaligiavano la casa Il suocero: «Non sono fuggiti, hanno rubato soldi e gioielli e poi se ne sono andati. Non hanno paura»
EMPOLI. È uscito dalla doccia, è entrato in camera e si è ritrovato davanti due ladri a volto scoperto che gli stavano svaligiando la cassaforte. Uno di loro si è avvicinato, gli ha puntato il coltello alla gola e gli ha detto: «Se non sparisci finisce male». Poi hanno completato l’opera e se ne sono andati con cinquemila euro tra gioielli e contanti. Un incubo destinato a lasciare il segno nella testa di Giuseppe Di Pede, empolese, dipendente di un istituto bancario, che si è ritrovato in mezzo a una scena da film che ormai va in onda tutti i giorni nell’Empolese Valdelsa: bande dell’Est europeo che entrano in azione tra le 18 e le 20; arrivano e spariscono a bordo di auto rubate. Cercano oro e soldi. E li trovano. Intanto però la gente non ce la fa più. C’è chi spara (come è accaduto a Fucecchio) e chi fa le ronde (quartiere Santa Maria a Empoli). Chi afferra un coltello e chi si lancia all’inseguimento con l’auto ma viene speronato (a Sovigliana). I faccia a faccia sono ormai all’ordine del giorno e la paura è che alla fine possa accadere qualcosa di irreparabile.
Agili e cattivi. «Guardate lungo la grondaia: hanno lasciato le impronte. Si sono arrampicati come gatti». Sauro Berolaccini è il suocero di Giuseppe. Condividono lo stesso immobile di via Valtellina, una zona residenziale a due passi da via Sanzio, nella zona delle scuole. La loro casa si affaccia sulla strada e sui giardini pubblici, decisamente poco illuminati. «Erano le 19 circa – racconta Sauro – io mi trovavo al piano terra. Mio genero è salito al secondo piano per farsi una doccia. Ho sentito una botta, ma in un primo momento non ci ho fatto tanto caso». In realtà erano i ladri. Dopo essere saliti dalla grondaia, hanno aperto la persiana e sfondato la porta, utilizzando un piede di porco».
Sotto choc. In quel momento Giuseppe era sotto la doccia e non si è reso conto di niente. Ma pochi minuti dopo è uscito dal bagno ed è andato in camera da letto: «Si è ritrovato di fronte quei due. Entrambi di corporatura robusta, giovani, con accento dell’Est. Uno di loro gli ha messo il coltello alla gola e l’ha minacciato. Lui è sceso giù: “Ci sono i ladri”, gridava. Non riuscivo neanche a rendermi conto: mi sembrava impossibile. Poi ho afferrato un coltello, mai i miei familiari mi hanno bloccato».
Via col bottino. I due malviventi non sono fuggiti subito: «Hanno continuato a rovistare – racconta Sauro – portando via gioielli e contanti. Dalla cassaforte e dagli armadi». Quindi sono fuggiti passando sempre dalla grondaia: «Avevano l’auto parcheggiata proprio lì – spiega l’uomo mentre indica il parcheggio proprio sotto all’abitazione. Sono saliti a bordo di un’auto scura, una station-wagon. Ho avuto anche il tempo di prendere il numero di targa: ma è risultata rubata». Il tutto senza troppa fretta: «Nessuna sgommata o manovra azzardata. Sulla macchina c’era un terzo uomo che li aspettava. Sono saliti, lui ha fatto retromarcia e poi via, con calma, quasi come se fossero turisti, guardandosi attorno. Non hanno paura di niente e nessuno». Sull’episodio indagano i carabinieri di Empoli.
@franturchi
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