Sicurezza
Il diesse che ha cresciuto tre campioni italiani
FUCECCHIO. Ha cresciuto tre campioni italiani di ciclismo, il direttore sportivo Rino Fabris a Fucecchio. E stasera li festeggia, e lo festeggiano, nel corso di una cena amarcord alle ore 20,30 al...
FUCECCHIO. Ha cresciuto tre campioni italiani di ciclismo, il direttore sportivo Rino Fabris a Fucecchio. E stasera li festeggia, e lo festeggiano, nel corso di una cena amarcord alle ore 20,30 al ristorante la Casaccia, di Stabbia. Località dove Fabris, qualche anno fa, ha appeso l’ammiraglia al chiodo.
I campioni sono Andrea Tafi «che ho tesserato per la prima volta», poi tricolore professionista, il nipote di Tafi, Umberto Orsini, «quest’anno tricolore juniores» con la maglia della Monsummanese Pitti Shoes, e Francesco Manuel Buongiorno, che grazie anche alla vittoria da dilettante Under 23 «è appena passato professionista con contratto triennale alla Bardiani-CSF Inox».
Il conosciuto direttore sportivo, che fino a pochi anni fa guidava i giovani della società ciclistica Mitos, nata a Stabbia con lo stesso nome di una palestra, e cresciuta poi a Fucecchio, è originario del Veneto e ha esordito come direttore sportivo in Lombardia, attività che ha proseguito a Frosinone, finché il giro per l’Italia l’ha portato a Fucecchio dove ha messo su famiglia e dove abita tuttora.
Ha ottant’anni, ma guardandolo bisogna dire che davvero il ciclismo mantiene giovani e in forma. «Non sarà una serata nostalgia, si fa tra amici appassionati. I campioni italiani presenti saranno quattro – anticipa Rino Fabris - perché interverrà anche Franco Bitossi, “cuore matto”, che è un amico. Da quando l’ho conosciuto, non ci siamo mai persi di vista».
Ricorda quando fu premiato nientemeno che da Ginettaccio Bartali, ma tra i suoi tre allievi non vuole fare paragoni. «Ognuno ha la proprie caratteristiche - spiega - posso solo dire che a tutti ho insegnato qualche cosa. Anche brontolando sempre, come spesso mi sono sentito dire. Ma ne valeva la pena, parlano chiaro i grandi risultati che Andrea Tafi ha ottenuto, e che sono certo aspettano Umberto Orsini e Francesco Manuel Bongiorno. Invece ho brontolato invano in federazione, perché alle promesse verbali non seguivano mai i fatti. Il ciclismo è fatto di risultati, non di chiacchiere».
E di soddisfazioni, cercate, sudate, conquistate e ora celebrate.
Luciano Gianfranceschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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