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Empoli

Checchi occupato a metà chi vuole può fare lezione

Checchi occupato a metà chi vuole può fare lezione

La protesta studentesca si chiuderà con la manifestazione in programma domani I portavoce dei ragazzi: «Fucecchio andava dietro Empoli, ora fa da battistrada»

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FUCECCHIO. La protesta studentesca continua nonostante tutto, nonostante le altre scuole del circondario non occupino, nonostante alcuni vogliano comunque far lezione, nonostante il remare contro dei genitori: questo è lo scenario all’istituto Checchi di Fucecchio dove, nella sede distaccata di via Padre Checchi, è ripartita l'occupazione. Liceo scientifico ed Igea di nuovo assieme contro i tagli alla scuola e le novità indigeste della Legge Aprea, soprattutto per quanto riguarda le limitazioni alla democrazia interna alla scuola.

Per questo mercoledì, subito dopo la fine delle lezioni, gli studenti sono rimasti nell'istituto dando il via ad una nuova fase dell'occupazione, che culminerà con la manifestazione di domani per le vie di Fucecchio. Ad occupare sono stati gli studenti dell'Igea e del Liceo, la cui sede è in via Padre Checchi, mentre le altre due componenti dell'istituto, il Moda e il Professionale, per ora non seguono i colleghi.

Le occupazioni non sono certo una novità. A Fucecchio,però, sono presenti alcune peculiarità: innanzitutto il fatto che non tutto l'istituto sia occupato, che questa parte d'istituto sia l'unica nella zona a protestare secondo tali modalità e che sia in atto uno scontro generazionale genitori-figli, culminato con la fine della prima occupazione martedì.

A spiegarlo sono gli stessi studenti del Checchi, mediante i loro rappresentanti Simone Sanzeri (Igea), Alessandro Carli (Liceo Scientifico) e Lorenzo Sassi (consulta provinciale studentesca). Dalle loro parole traspare unità d'intenti tra Igea e Liceo, cosa quasi impensabile solo pochi anni fa.

«Ci siamo rimasti male - sottolineano - l'atteggiamento di alcuni genitori non c'è andato giù. Semplicemente non ce l'aspettavamo. Qui si combatte per i diritti di tutti, anche per quelli che hanno voluto in ogni modo far lezione decretando la fine dell'occupazione. Va poi detto che la possibilità di entrare e fare lezione comunque è stata e sarà garantita. Più di questo non sappiamo che fare. Negli anni scorsi - continuano - di solito era Fucecchio ad andare dietro alle scuole empolesi. Quest'anno però non potevamo aspettare perché la legge Aprea lede diritti fondamentali di noi studenti. Parliamo di togliere gli attivi e i rappresentanti di classe, dimezzando le assemblee d'istituto, favorendo l'inserimento di soggetti esterni come aziende che finirebbero per influenzare la didattica»

Marco Sabia

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