La manifestazione
Soffia il vento di protesta studenti verso l’assemblea
EMPOLI. Il vento di protesta che sta scuotendo gli studenti in varie parti d’Italia, sta pian piano lambendo anche gli istituti del circondario. Anche se sul territorio, con una sola eccezione,...
EMPOLI. Il vento di protesta che sta scuotendo gli studenti in varie parti d’Italia, sta pian piano lambendo anche gli istituti del circondario. Anche se sul territorio, con una sola eccezione, finora la mobilitazione non ha preso piede, gli studenti si stanno organizzando e hanno programmato per l'inizio di dicembre un'assemblea pubblica che coinvolgerà tutte le scuole superiori empolesi per discutere di legge Aprea, riforma della scuola e attualità politica.
I rappresentanti dei vari istituti, che ieri pomeriggio si sono riuniti per trovare una linea comune di azione, hanno deciso di muoversi in questo senso. «Ancora non abbiamo definito tutti i punti - spiega Lorenzo Cei, rappresentante del Pontormo - l'assemblea si terrà all'inizio del mese prossimo al palazzo delle esposizioni. Vogliamo riportare al centro del dibattito la scuola e vogliamo coinvolgere il maggior numero di studenti possibile. Di qui abbiamo pensato di organizzarla in collaborazione tra i vari istituti. Ci incontreremo ancora tra i rappresentanti e speriamo di continuare sulla strada della condivisione di forme di mobilitazione costruttive».
Gli studenti, inoltre, ci tengono a far sentire il loro appoggio alla mobilitazione dei professori. «Condividiamo la loro battaglia - spiega ancora - sono ormai anni che ci opponiamo alle ultime riforme della scuola che tentano di demolire l'istruzione pubblica».
Intanto, la protesta degli studenti del Checchi di Fucecchio è per adesso rientrata. Lunedì scorso, infatti, all'istituto di viale Gramsci i ragazzi avevano proclamato l'occupazione, che però è terminata nella serata di ieri e da domani verranno riprese le lezioni. L'occupazione era scattata dopo cinque giorni di autogestione la settimana precedente: sabato scorso durante l'assemblea gli studenti avevano manifestato la volontà di prendere in mano la scuola sospendendo la didattica per un'altra settimana. Tuttavia, le pressioni di alcuni genitori e parte del corpo docente sembrano aver fatto desistere i ragazzi dopo due giorni. «Il clima che si era venuto a creare era troppo teso - spiega il rappresentante di istituto, Alessandro Carli - e abbiamo pensato di cessare l'occupazione. In questi giorni, comunque, abbiamo ravvisato l'interesse acceso degli studenti sui temi della difesa della scuola pubblica e dell'opposizione ai provvedimenti degli ultimi anni che rappresentano un attacco frontale all'istruzione nel nostro Paese. Quel che è certo è che non è finita qui e valuteremo come continuare la protesta in altre forme».
Marco Pagli
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