Il Tirreno

Empoli

C’è vita dentro al Pacini: la banca apre entro Natale

di Francesco Turchi
C’è vita dentro al Pacini: la banca apre entro Natale

Regini: «A giorni il riscatto dei locali della filiale in leasing. Poi il taglio del nastro» Si muove qualcosa anche per il teatro. Toni: «A dicembre pubblichiamo il bando»

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FUCECCHIO. Stavolta Babbo Natale non dovrebbe portarsi dietro le chiavi giuste. E spalancare le porte dello “scatolone” come qualcuno neanche troppo affettuosamente ha ribattezzato l’immobile del Pacini in piazza Montanelli. Non potrà alzare il sipario: quella è un’operazione che richiede ancora tempo. Ma taglierà il nastro della filiale della Banca di credito cooperativo di Cambiano, che occuperà gli immobili al piano terra dell’edificio.

L’annuncio. La parola “fine” a una telenovela lunga undici anni (il contratto di leasing tra la società Finagen spa – alla quale poi è subentrata Unicredit – da una parte e Comune di Fucecchio e Bcc dall’altra risale al 7 novembre 2001) ce la mette il presidente della Banca, Paolo Regini: «Entro Natale faremo l’inaugurazione».

Ultimo tassello. La Bcc entrerà nella sua filiale da proprietaria a tutti gli effetti: «La prossima settimana – spiega Regini – firmerò il contratto di acquisto con Unicredit. Da quel momento i locali che ospiteranno la filiale saranno nostri a tutti gli effetti». D’altra parte gli arredi sono stati allestiti da mesi, così come lo sportello bancomat. A questo punto manca soltanto l’ultimo passaggio, rappresentato dalla firma del contratto, con il quale la Bcc riscatta il leasing sulla sua fetta d’immobile.

Il Comune. L’apertura della filiale dovrebbe rappresentare il primo tassello per il rilancio di piazza Montanelli, che dovrebbe essere completato dall’apertura del teatro, annunciata più volte e poi disattesa. L’amministrazione comunale ha anche messo a punto il bando per la gestione, rinviandone più volte però la pubblicazione. Ora il sindaco assicura che l’operazione è imminente: «Entro due settimane ci sarà consegnato l’edificio. A quel punto – e comunque nel corso del mese di dicembre – pubblicheremo il bando» con l’auspicio, ma non la certezza, di trovare soggetti interessati alla gestione. In questi mesi vari soggetti hanno bussato alla porta del Comune per sondare il terreno. Ma c’è da capire se questi segnali si trasformeranno in offerte concrete.

Telenovela. Il restyling del teatro chiuso e abbandonato negli anni Ottanta doveva costare 7,1 miliardi delle vecchie lire. Ma la spesa è lievitata a 5,8 milioni di euro. Un aumento di 2,1 milioni rispetto alla previsione iniziale, un terzo dei quali dovranno essere sborsati dal Comune. La Finagen si prendeva carico della realizzazione dell'intervento, stabilendo una quota di ripartizione della spesa pari al 48% per la porzione destinata a cinema-teatro (Comune di Fucecchio) e del 52% per la porzione destinata a uffici bancari (Bcc Cambiano). La quota a carico del Comune era di 1,76 milioni di euro.

Il conto gonfia. Ma poi negli anni è accaduto di tutto. Una guerra senza esclusione di colpi, che vede protagonisti il Comitato per la "piazza grande" (senza teatro) da una parte, e il Comune dall'altra. In mezzo ci sono il Ministero, il Tar, la Soprintendenza. I ricorsi, gli appelli, i colpi bassi, i presunti ritrovamenti archeologici durante gli scavi, le sospensioni spingono il teatro in una palude e ha fatto lievitare i costi di 2,1 milioni: 1,44 milioni a carico della Banca e 749mila euro del Comune: all’ente di piazza Amendola l’operazione Pacini è costata complessivamente 2,5 milioni di euro (già versati 11 anni fa 619mila euro più Iva, il resto in 95 canoni mensili).

@franturchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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