Il Tirreno

Empoli

In trappola la banda dei furti nelle case

di Francesco Turchi
In trappola la banda dei furti nelle case

I tre ladri sono ritenuti responsabili di almeno 24 colpi. Sono stati incastrati dal morso di un cane e da un’auto rubata

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EMPOLI. Avevano preso in affitto un appartamento. E l’avevamo trasformato nel loro covo. Da lì partivano per le loro scorribande nelle case della Valdelsa e della Valdicecina. Entravano in azione con mazze e piedi di porco al tramonto, per poi tornare qualche ora più tardi pieni d’oro e di soldi. Ma stavolta la base operativa si è trasformata in trappola per la banda. I ladri, tutti albanesi, pluripregiudicati sono finiti in manette per furto e ricettazione. La polizia ha scovato nell’appartamento gioielli, capi d’abbigliamento griffati e denaro in contanti, oltre a una vasta gamma di attrezzi da scasso.

Tracce decisive. I tre hanno svaligiato una casa dopo l’altra. Ma alla fine hanno commesso un errore che è costato caro. Nella notte tra il 5 e il 6 novembre hanno tentato l’ennesimo assalto a una villa di Botinaccio, nel comune di Montelupo Fiorentino. Ma si sono imbattuti in due cani da guardia che li hanno assaliti: i ladri si sono difesi, colpendoli a loro volta, ma sono anche rimasti feriti, tanto che nel giardino sono rimaste tracce di sangue sia degli animali, sia dei malviventi. Che hanno desistito dall’entrare nella villa e si sono “accontentati” di rubare la Bmw parcheggiata di fronte.

Le indagini. La polizia ha effettuato rilievi sulle tracce di sangue, che a questo punto potranno essere comparate con quelle degli arrestati. Poche ore più tardi, gli agenti del commissariato di Empoli, hanno trovato la Bmw in un parcheggio di Certaldo. Grazie a una serie di pedinamenti e appostamenti è stata individuata anche l’auto “pulita”, una Ford Focus intestata ad uno degli albanesi, utilizzata dalla banda come navetta tra il “nido” e la Bmw, con quest’ultima che veniva utilizzata per compiere i furti.

Il covo. Per alcuni giorni gli uomini della squadra anticrimine guidati da Danilo Di Stefano, con la regia del dirigente Maurizio Di Domenico, hanno pedinato la banda (che nel frattempo continuava ad operare a pieno ritmo), in attesa di un passo falso. E alla fine i poliziotti hanno scoperto la tana: un appartamento di Fiano, nel comune di Certaldo, situato in un ex complesso turistico, ora trasformato in residenziale, affittato attraverso un’agenzia immobiliare lo scorso 29 ottobre.

Il blitz. Quando i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento, i tre – che indossavano ancora alcuni gioielli frutto dell’ultimo colpo messo a segno poche ore prima – non hanno opposto resistenza. All’interno della casa c’erano bracciali, anelli, collane d’oro, orologi, ma anche borse e capi d’abbigliamento griffati, oltre a denaro in contanti e tutto l’occorrente utilizzato per entrare nelle case degli altri: piedi di porco, mazze, torce, ricetrasmittenti e cacciaviti, oltre a carte d’identità false.

Chi sono. Gli arrestati sono tre albanesi, tutti ufficialmente disoccupati, con regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Milano. Si tratta di Gjovalin Ndoj, 32 anni, Bardhok Shyti, 30 anni e Kleodian Teday, 34 anni.

La mappa. Sono già 24 i furti, riusciti o tentati, già attribuiti alla banda dalla polizia, che in queste ore sta iniziando a restituire ai legittimi proprietari la refurtiva recuperata. Chi ha subito un furto in casa nelle ultime due settimane, può rivolgersi al commissariato per visionare gli oggetti recuperati. I tre avrebbero colpito in provincia di Firenze nelle zone di Montelupo, Certaldo, Gambassi Terme, Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d'Elsa, mentre in provincia di Pisa, a Volterra e Pomarance. Tuttavia sono in corso accertamenti per attribuire ai malviventi anche altri furti: non è escluso che siano gli stessi che a Fibbiana tentarono di investire un poliziotto che li aveva sorpresi a rubare e che rispose sparando tre colpi di pistola contro l’auto, un’altra Bmw rubata.

Le manette. Ndoj, Shyti e Teday sono stati arrestati per concorso in ricettazione, furto aggravato e continuato e possesso di arnesi atti allo scasso. Ora si trovano nel carcere di Sollicciano. Le indagini sono state coordinate dal magistratoSandro Cutrignelli, il pm di turno al momento degli arresti era Vincenzo Ferrigno.

@franturchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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