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Empoli

I Comuni del circondario resteranno con Equitalia

I Comuni del circondario resteranno con Equitalia

Malgrado la possibilità di sostituirla da gennaio, i sindaci non vogliono cambiare «La riscossione coattiva fondamentale per le nostre casse, meglio evitare errori»

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EMPOLI. L’ultima puntata della saga legata ad Equitalia è andata in scena la settimana scorsa, quando il Governo è stato battuto in commissione bilancio su un emendamento che di fatto annulla l’obbligo per i Comuni di rimanere sotto l’ala della società di Attilio Befera fino al giugno 2013 e permette loro di staccare la spina da gennaio. Un obbligo arrivato un mese fa e col quale l’esecutivo concedeva una proroga alla scadenza dei contratti tra i Comuni e la società di riscossione (inizialmente previsto per gennaio e poi appunto spostato a giugno).

In molti Comuni italiani questo aveva provocato la fronda di molti sindaci specialmente del Nord, ma non certo nel circondario dove la notizia aveva fatto tirare un sospiro di sollievo agli amministratori, che entro fine dicembre avrebbero altrimenti dovuto correre ai ripari. Da questo punto di vista l’emendamento della Lega non sembra spostare molto le posizioni negli 11 comuni, dove con ogni probabilità si manterrà il contratto fino al giugno prossimo. «Per quanto ci riguarda rimarremo con Equitalia fino alla scadenza – spiega il sindaco di Vinci Dario Parrini – inoltre spero che ci possa essere anche un ripensamento nel dibattito parlamentare perché credo che abbandonare la società sia un errore».

D’altronde lo stesso delegato a finanze e tributi del Circondario Federico Campatelli, subito dopo la decisione di prorogare i termini di cessazione del contratto, aveva espresso sollievo. «Era quello che ci auspicavamo – aveva detto – trovare un sostituto per un servizio così imponente e così importante per i comuni in un breve lasso di tempo non è cosa facile. La lotta all'evasione rimane uno dei punti cardine della nostra azione, specialmente in periodi di crisi come questo, e la riscossione coattiva è uno strumento fondamentale per applicarla: non ci possiamo permettere di arretrare solo per affrettare una decisione cruciale. Siamo consapevoli che l'attività di Equitalia dovrà cessare, ma avere qualche mese in più ci permetterà di trovare la soluzione migliore senza rischiare di commettere pericolosi errori». Il riferimento chiaramente è all'inchiesta di Genova emersa nei giorni scorsi contro la società di riscossione Tributi Italia spa, incaricata di incassare l'Ici per conto di ben cento Comuni ma che in realtà si intascava tutti i proventi, rischiando di portare al dissesto finanziario le stesse amministrazioni.

La partita, insomma, è grossa e nessuno vuol correre il rischio di ritrovarsi invischiati in qualche tranello giocato da società private non proprio trasparenti (basta fare un giro online sui vari forum per capire quanto quello della riscossione dei tributi sia un campo minato). Né tantomeno quello di perdere buona parte dei proventi della lotta all'evasione a causa di ritardi nella sostituzione dei soggetti. Equitalia, infatti, nell'Empolese Valdelsa notifica ogni anno migliaia di cartelle che sollecitano i cittadini a pagare tributi locali non versati o a saldare multe arretrate e in ballo ci sono molti soldi. Perderne anche una parte significherebbe aggravare la situazione delle casse comunali e questo nessuno può permetterselo.

In ogni caso, la dilazione dei termini non elimina il problema del come sostituire Equitalia. Le ipotesi in campo sono diverse, ma tutte escluderebbero una reinternalizzazione del servizio dal momento che con il blocco delle assunzioni non ci sarebbero risorse sufficienti per gestirlo. Inoltre sembra scontato che nel caso di un bando pubblico, gli undici Comuni si presentino uniti dal momento che apparirebbe assurdo che ognuno prendesse una strada diversa. D'altronde molti amministratori lo hanno confermato in diverse occasioni: «Non possiamo permetterci di fare una gara a testa – come ha spiegato Campatelli – dovremo unire le forze, guardando anche oltre i confini dell'Empolese Valdelsa».

Una delle possibilità è quella annunciata da Firenze, che affiderà la riscossione ad una propria Spa, ma non sembra la più percorribile. Più interessante appare la strada intrapresa dall'Associazione dei comuni che sta lavorando alla nascita di una propria società privata di riscossione. Oppure la proposta avanzata alcuni mesi fa dalla Regione di lanciare un bando unico per tutti i comuni toscani. Quest'ultima idea è rimasta ferma, anche perché l'estinzione del contratto con Equitalia non riguarda gli enti regionali e la Toscana non cambierà società. Il tempo per decidere non manca, ma serve la volontà.

Marco Pagli

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