Il Tirreno

Empoli

Direttiva del governo minaccia i mercati e gli esercizi pubblici

di Veronica Potenza
Direttiva del governo minaccia i mercati e gli esercizi pubblici

Impone vincoli a bancarelle e gazebo nei centri storici Confesercenti: a rischio il futuro di centinaia di attività

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EMPOLI. Non bastavano le preoccupazioni date dall'aumento dell’Iva a tormentare i sonni dei commercianti dell’Empolese Valdelsa. Un’altra nube si addensa sul settore: è la direttiva sul decoro recentemente firmata dal ministro per i beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi. In buona sostanza la direttiva si propone di «tutelare le aree pubbliche di particolare valore archeologico, artistico, architettonico e paesaggistico» e per far questo chiede agli uffici competenti di «contrastare l'esercizio di attivitá commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio». Il problema vero è che nel testo non si fa riferimento solo a luoghi sede di monumenti di indiscussa rilevanza - come piazza dei Miracoli per intendersi - ma anche alle «pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico, appartenenti a soggetti pubblici e realizzate da oltre 70 anni». «Con un tetto del genere – ha spiegato il responsabile di Confesercenti per l'Empolese Valdelsa Lapo Cantini – sono inclusi praticamente tutti i centri storici dei comuni del circondario. Significherebbe dire addio a mercati come quello di Castelfiorentino, al Mercatale di Empoli, al mercatino della Cia e a molte manifestazioni come fiere gastronomiche o artigianali».

La palla ora passa in mano alla Soprintendenza di Firenze che, sotto il coordinamento del direttore regionale, avrá il compito di individuare le aree nelle quali vietare o limitare l'esercizio del commercio e dovrá poi sottoporre questo nuovo regolamento agli enti locali. «Mi sembra assurdo – ha ribadito Cantini – che si tolga ai Comuni la sovranitá rispetto alla gestione del suolo pubblico. Qui si rischia di far saltare tra le 400 e 500 attivitá».

La preoccupazione insomma è molta tra i commercianti. Rischiano anche di dover togliere gazebo e «strutture stabili e precarie di varia natura» - cosí recita la direttiva - al fine di «non alterare le condizioni di ambiente e di decoro». Da Confesercenti arriva un no assoluto all’ipotesi e una forte speranza che la Soprintendenza recepisca in maniera blanda le indicazioni e decida di applicarle in modo tale da non soffocare ambulanti e proprietari di pubblici esercizi, giá provati da una crisi sempre piú stringente. «Ci faremo sentire – ha ribadito Cantini – anche a livello nazionale. Il ministro Ornaghi a breve tornerá in Toscana».

Tra le vittime di una applicazione letterale di queste indicazioni ci sarebbe anche un mercato empolese che non ha ancora compiuto sei mesi di vita: il mercatino della Confederazione italiana agricoltori che solo il 16 maggio era tornato ad animare, ogni mercoledì mattina, piazza XXIV Luglio con prodotti ortifrutticoli, olii, vini e salumi provenienti da massimo 70 km da Empoli.

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