Sicurezza
Crepe e intonaco crollato nel cimitero di San Zio
CERRETO GUIDI. Fa paura il cimitero di San Zio, alle porte del capoluogo, vicino alla chiesa di Sant'Andrea sull’omonimo colle cerretese. Crepe evidenti solcano mura e soffitti, il terreno si...
CERRETO GUIDI. Fa paura il cimitero di San Zio, alle porte del capoluogo, vicino alla chiesa di Sant'Andrea sull’omonimo colle cerretese. Crepe evidenti solcano mura e soffitti, il terreno si inclina più punti, mostrando evidenti segni di cedimento. Una parte di intonaco del soffitto è caduto alla fine della scorsa settimana, per fortuna di notte, senza quindi ferire nessuno.
Nei giorni precedenti, data la ricorrenza del 2 novembre, numerose persone erano state nel piccolo cimitero e quindi passate anche lì sotto. A rovinare al suolo una superficie di un metro di larghezza per circa 50 centimetri di lunghezza. Ad impensierire i parenti dei defunti adesso è l'area di intonaco immediatamente adiacente a quella caduta, anch'essa con crepe evidenti. Poco più avanti anche una delle colonne è tagliata a metà da un solco verticale, identico a quello che, sul lato esterno, divide in due il muro perimetrale.
«I problemi del cimitero di San Zio - spiega il sindaco, Carlo Tempesti, sono ormai cosa nota da anni. La situazione non è pericolosa, ossia il cimitero non franerà, ma è costantemente monitorata, anche a livello geologico».
Nessuna transenna, il cimitero è tranquillamente aperto e, se non fosse per i problemi strutturali e la mancanza di una luce notturna, si presenterebbe anche bene, pulito e sempre ben tenuto dai custodi comunali. «Purtroppo - spiega ancora il primo cittadino - oltre al singolo caso dell'intonaco che si è staccato nei giorni scorsi, possiamo dire che certe situazioni sono legate alle caratteristiche argillose del terreno, per cui quando piove a seguito di un lungo periodo di siccità il terreno si muove».
Situazione sotto stretto controllo, ma per il momento nessun intervento in previsione. «Non è in progetto di intervenire a breve al cimitero di San Zio - conclude il sindaco - anche perché servirebbero fondi, ma monitoriamo comunque il sito».
Sara Bruni
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