Sicurezza
Beppe Carletti a tu per tu con gli studenti dell’Enriques
CASTELFIORENTINO. In un mondo che cambia è giusto accogliere le novità e utilizzare le potenzialità offerte dalla rete e dai social network, ma è sbagliato e pericoloso abusarne, limitando o...
CASTELFIORENTINO. In un mondo che cambia è giusto accogliere le novità e utilizzare le potenzialità offerte dalla rete e dai social network, ma è sbagliato e pericoloso abusarne, limitando o rinunciando al contatto diretto con le persone. Potremmo riassumere in queste parole uno dei messaggi più significativi che Beppe Carletti - storico tastierista e fondatore dei Nomadi - ha voluto rivolgere agli studenti dell'Istituto Enriques di Castelfiorentino nell'incontro che si è tenuto ieri mattina nell'auditorium dell'istituto, in vista del concerto in programma questa sera al Teatro del Popolo.
All'incontro con il musicista - aperto dal dirigente scolastico, prof.ssa Patrizia Paperetti e al quale era presente anche il sindaco, Giovanni Occhipinti - hanno partecipato circa 500 studenti, in rappresentanza di 21 classi dell'istituto superiore e di 2 della scuola media, i quali hanno ascoltato con interesse la storia di un gruppo che ha mosso i primi passi con il nome di “monelli” prima di assumere la denominazione che tutti conosciamo.
Una storia costellata di successi, quella dei Nomadi, «la band più longeva del panorama musicale italiano», che ha saputo coniugare la grande passione per la musica all'impegno sociale (una delle ultime iniziative è stata il concerto promosso a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia).
Trattandosi di un incontro del tutto informale, gli studenti non hanno mancato di rivolgere a Beppe Carletti diverse domande. In particolare, di fronte alla richiesta di un suggerimento per intraprendere la carriera di musicista, Carletti è stato molto netto: è fondamentale anzitutto assecondare e coltivare la propria passione, evitando di inseguire il successo ad ogni costo. Si tratta certamente - ha riconosciuto il musicista - di un cammino lungo e difficile, e ci possono essere resistenze da parte della famiglia che all'inizio è comprensibilmente proiettata nella dimensione più concreta di un lavoro. Ma la passione sicuramente aiuta a vivere meglio determinate difficoltà.
All'inizio e al termine dell'incontro, gli studenti hanno voluto rendere omaggio al musicista intonando due dei pezzi più famosi del gruppo come “Io vagabondo” e “Dio è morto”. Ieri sera il concerto al Teatro del Popolo tutto esaurito.
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