Il dolore
Prorogata la cassa integrazione alla Shelbox
Protestano la Cgil e la Rsu: «Gli ordini ci sono ma l’azienda non ha liquidità per le materie prime»
CASTELFIORENTINO. Il clima adesso comincia a farsi pesante e le rassicurazioni aziendali non sono bastate. Tira aria di protesta alla Shelbox e una richiesta di chiarezza sul piano industriale dell’azienda da parte della Rsu e Fiom Cgil . Dai vertici aziendali infatti le indicazioni sono state ben precise: «La produzione ripartirà a gennaio 2013, gli ordini ci sono e stanno arrivando - come riporta la Cgil - ma manca la liquidità finanziaria per poter acquistare le materie prime e quindi evadere gli ordini. Inoltre la cassa integrazione subirà un’ulteriore proroga fino al 15 dicembre 2012».
Una comunicazione che non è piaciuta ai 160 dipendenti dell’azienda castellana che conta tutti i dipendenti in cassa integrazione ordinaria da maggio 2012.
La Rsu dell’azienda e e la Fiom Cgil chiedono un quadro completo sul piano industriale, passo fondamentale per programmare il futuro. «La sola buona notizia in questo quadro a tinte chiaro-scure - spiega la Cgil - è che lo stabilimento centrale resta quello di Castelfiorentino (l’azienda ha basi abche in Croazia)». Ma i ritardi nel graduale ritorno alla normalità preoccupano e non poco: «La tipologia particolare della produzione, prevalentemente stagionale tra ottobre e maggio, rischia di essere compromessa, se in tempi brevissimi non si riesce a trovare le risorse», spiega il sindacato. Come ha spiegato Stefano Angelini della Fiom Cgil il problema non si ripercuote solo nell’immediato ma anche in un’ottica futura: «Occorre mettersi a un tavolo per trovare delle soluzioni e in questa vicenda la Shelbox deve immediatamente convocare un’unità di crisi per monitorare e trovare possibili interventi per scongiurare l’aggravarsi della situazione». Una preoccupazione che sale sempre di più se si considerano i cali del fatturato che da 2 anni interessano l’azienda. Proprio nelle scorse settimane fu uno dei rappresentanti della Rsu Massimo Mulè a rassicurare gli stessi dipendenti in seguito alle voci su un possibile trasferimento dell’azienda: «La Shellbox resta a Castelfiorentino, gli ordini ci sono e stanno arrivando«. Parole che sono la fotocopia di quanto già detto nella nota diffusa assieme alla Fiom Cgil, ma che adesso portano il peso della mancanza di liquidità. L’azienda contattata ha preferito al momento non commentare la nota diffusa.
Giacomo Bertelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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