Sicurezza
Il titolare: «Sono stanco, vorrei mollare»
«Hanno portato via anche il computer di mio figlio che conteneva dati molto importanti»
EMPOLI. «Non è la prima volta che mi fanno una cosa di questo genere. Sono stanco, ho voglia di mollare». Antonio Baldinotti è sconvolto. Guarda la sua concessionaria, gli uffici, l’officina, il cancello divelto. E non riesce a darsi pace. In pochi minuti i malviventi hanno fatto danni per svariate decine di migliaia di euro e si sono portati via un pezzo dei suoi sogni, realizzati con anni di lavoro e sacrifici.
«Quando è scattato l’allarme – racconta – sono andato subito verso la concessionaria. Ma non pensavo a una cosa di questo genere. Pensavo fosse scattato per colpa del vento». E invece quando è arrivato in via Santi si è ritrovato davanti uno scenario ben diverso: «Vedendo cosa sono riusciti a fare devono essere stati almeno una decina. Altrimenti in quindici minuti non si può combinare una cosa del genere». Questo potranno dirlo soltanto le telecamere della videosorveglianza, i cui filmati sono ora nelle mani dei carabinieri.
Ad Antonio, che ieri mattina ha formalizzato la denuncia, non resta altro che contare i danni e raccogliere i cocci: «E per fortuna non sono riusciti a trovare le chiavi delle auto nuove. Altrimenti stamani avrei anche potuto abbassare la saracinesca per sempre. Hanno rovistato ovunque, ma forse qualcuno da lassù ci ha messo lo zampino...». Insomma, poteva andare anche peggio. Ma la ferita è profonda per Baldinotti, titolare di tre concessionarie che danno lavoro a una trentina di dipendenti: «Quello che è successo la scorsa notte è insopportabile. Avrei davvero voglia di chiudere. Sono stufo. Una cosa del genere fa troppo male».
La banda si è portata via un’auto nuova (un’altra l’ha danneggiata), oltre a pezzi di ricambio e navigatori satellitari, tutti di notevole valore, considerato che si tratta di prodotti per i vari modelli dell’Audi.
Ma hanno rubato anche la “memoria” della concessionaria nella zona industriale empolese, che a quell’ora è praticamente deserta: «Si sono presi anche il computer di mio figlio. Dentro – racconta sconsolato Antonio Baldinotti – ci sono tutti i dati degli ultimi dieci anni relativi alla nostra attività. I clienti, le vendite». Nomi e numeri inutili per una banda di ladri, ma che sono un tesoro per i proprietari della concessionaria.
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