Il dolore
Dama di Bacco per valorizzare Vinci
Tutto nasce da un’invenzione-spettacolo dell’artista Mariotti
VINCI. Se vi capiterà di visitare il museo Luigi Pecci di Prato, centro d’arte contemporanea, v’imbatterete anche in un disegno di Mario Mariotti, raffigurante uno strano marchingegno: la Dama di Bacco. L’artista, celebre per spettacolari "imprese" allestite nello spazio urbano, ideate e organizzate personalmente, come la proiezione del "No", a caratteri cubitali, sulla cupola del Duomo di Firenze, in occasione del referendum sul divorzio (maggio 1974), mise in scena, fra le tante cose, la simulazione del ritrovamento di un disegno di Leonardo, in via Toscanella, a Firenze. Per l'occasione, costruì il gioco/bicchierata della Dama di Bacco. Era il 1979. E c'è chi a Vinci ha voluto rendere omaggio a questa opera d'arte, aprendo un blog. Il blog della Dama di Bacco è nato quasi per scherzo nel gennaio del 2008. «Nel senso di una rilettura contemporanea delle antiche tradizioni, la Dama di Bacco - afferma Nicola Baronti, avvocato e poeta, autore del blog - ha seguito, in questi anni, due linee programmatiche ben precise: da una parte, la riscoperta delle antiche tradizioni di Vinci e del Montalbano, in un ipotetico "calendario contadino di Gangalandi" di feste ed eventi; dall'altra, si è posta come strumento di ausilio per la promozione dell'immagine del paese e la valorizzazione delle iniziative locali che si rifacessero alla tradizione. I numeri dei contatti sono cresciuti anno per anno. Siamo a circa 1.400 al mese, con punte di 1.900, per esempio, come nel marzo 2011, quando vennero ripubblicati gli aneddoti legati alla storia di Vinci risorgimentale». (p.s.)
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