Il dolore
Cilindro Montanelli? Solo leggenda
Malvolti smentisce l’affermazione dello scrittore Luca Doninelli
FUCECCHIO. Lo scrittore Luca Doninelli, in "Salviamo Firenze" (Bompiani), afferma, tra l'altro: «Firenze abbonda di nomi inquietanti, figli di lontane architetture: Indro Montanelli, ossia Cilindro, aveva una sorella di nome Piramide». Giro la frase ad Alberto Malvolti, storico, presidente della Fondazione Montanelli Bassi. Risponde: «Ogni tanto tornano in ballo queste bischerate che non riusciamo a estirpare». E il documento che mi sottopone è tale da fugare ogni dubbio. Si tratta dell'atto di battesimo. I nomi sono Indro, Alessandro, Raffaello e Schizogene. Famoso, quest'ultimo. Che il professor Sestilio, padre di Indro, derivò dal greco schisis (divisione) e genos (generatore), il che significherebbe generatore di divisioni, o, se si vuole, seminatore di zizzania: e Sestilio non poteva essere miglior profeta».
Perché s'inventò questo nome strano, singolare?
«Quasi certamente per gli stessi motivi per cui aveva scelto il raro Indro, ossia per far dispetto alla suocera e alla moglie, che avevano voluto far nascere Indro insù anziché ingiù, dove lui, Sestilio, abitava».
E Cilindro come nasce?
«È evidente, dall'atto battesimale, che il nome non è mai stato affibbiato al Nostro e che si tratta di una delle tante leggende metropolitane, la stessa per cui è stata partorita, per assonanza geometrica, la sorella Piramide e per cui avrebbero potuto nascere anche altri fratelli e sorelle, come Sfera, Parallelepipedo e via dicendo. Quel che è certo è che Indro non ha mai avuto sorelle o fratelli e non è mai stato bravo in geometria».
Riccardo Cardellicchio
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