Gioco
Al tramonto via alle ronde quartiere si ribella ai ladri
Decine di cittadini di Santa Maria tutte le sere si trasformano in vigilantes: «I furti nelle case non si contano più: vogliamo difendere le nostre famiglie»
di Francesco Turchi
EMPOLI
Il quartiere ostaggio dei malviventi si ribella. «Non sappiamo più cosa fare. Viviamo con il terrore dei ladri». E d’altra parte ci si sono ritrovati faccia a faccia ormai troppe volte. Furti, riusciti o solo tentati, fughe in auto o a piedi balzando da un giardino all’altra e passando in mezzo ai bambini che giocano, come è successo l’altro giorno. Empoli, quartiere Santa Maria. Se c’è stata un’escalation di furti in tutto il circondario, da queste parti si è verificato il picco. Via Ripa, via Prestini, via Bassa, via Ligabue. Decine di case, una zona residenziale fatta di appartamenti, villette e zero centri di aggregazione. Un maxi-dormitorio a due passi dallo svincolo della Fi-Pi-Li. Un “boccone” ghiotto per le bande di malviventi, spesso provenienti dall’Est europeo, specializzate nelle “pulizie” degli appartamenti. Rubano oro e contanti. Ma soprattutto distruggono certezze. E c’è chi ha deciso di non restare ad aspettarli sul divano.
Schiavi della paura. «C’è chi ha installato l’allarme e chi un sistema di videosorvaglianza: casa mia sembra il Grande Fratello. Così non è vita». Antonio Grivo fa il parrucchiere in via della Repubblica ed è uno degli organizzatori delle ronde: «Non ne possiamo più. È per questo che siamo organizzati. Siamo una trentina. Talvolta anche di più. Giriamo per il quartiere, se c’è una macchina sospetta prendiamo il numero di targa e controlliamo sul sito della polizia se è rubata. Siamo molto uniti e vogliamo creare un comitato». Intanto girano “in borghese”, con gli occhi bene aperti, il cellulare sempre a portata di mano e una buona dose di pregiudizio verso qualunque volto sconosciuto che transita dalle loro parti: «Io – racconta Loredano Scardigli – inserisco l’allarme anche mentre sono a cena in casa: questa è gente senza scrupoli».
Le forze dell’ordine. Polizia e carabinieri hanno intensificato i controlli in questa zona della città: «Fanno il possibile – confermano i vigilantes amatoriali – ogni volta che c’è stata una segnalazione sono arrivati nel giro di pochissimi minuti. Ma sono pochi. Semmai il Comune potrebbe sfruttare meglio la polizia municipale, mandando i vigili qui non soltanto per controllare se c’è una macchina in divieto di sosta, ma anche per garantire più sicurezza ai cittadini».
Poca luce. Furto dopo furto, la gente ha iniziato ad uscire per strada, a presidiare la proprietà. A scrutare dalle finestre eventuali movimenti sospetti. Ma non è bastato: «Da quando mi sono entrati in casa – racconta Francesco Borghini – mio figlio non dorme più». Cammina verso il giardinetto pubblico: «Guarda, qui dalle 18 in poi è buio pesto». Effettivamente c’è soltanto un lampione, offuscato da un pino: «Quella siepe, che è pubblica, l’ho tagliata io. Perché è lì che si sono nascosti quando sono venuti a rubare a casa mia. Era impossibile vederli».
Velocità felina. Una famiglia si è vista sfuggire i ladri sotto al naso. In un’altra occasione i “topi d’appartamento” si sono rifugiati in cantiere e poi sono riusciti a fare perdere le loro tracce. Poi sono entrati in un appartamento sfitto, la cui porta è ancora aperta. In un altro caso hanno forzato con un cacciavite la porta d’ingresso. Poi qualcuno li ha visti e se ne sono andati «con l’agilità di un gatto» aggiunge un altro: «E non entrano soltanto al piano terra. Anzi. In molti casi, almeno qui, hanno colpito al primo e secondo piano».
Ciccia e poesia. In questo quadro i residenti di Santa Maria hanno deciso di unire le forze. E dalle 18 in poi, una trentina di uomini, da trenta a cinquant’anni, lasciano mogli e figli a casa e scendono per strada: «Ci piacerebbe guardarci un film davanti alla televisione, o giocare con i bambini. Ma non ce lo possiamo permettere». Accendono il barbecue, bevono una birra, fanno un giro in auto. Ascoltano ogni movimento, guardano ogni passante: «Ci siamo scritti anche una poesia – racconta Antonio Saggio – per sorridere e incoraggiarci: abbiamo cambiato mestiere, ora siamo vigilanti notturni del nostro amato quartiere. Giriamo sempre in compagnia, annotiamo i numeri di targa». E almeno da questo punto di vista le ronde funzionano: «Abbiamo già segnalato alle forze dell’ordine quattro auto rubate».
Il futuro. Il quartiere è unito. Ma è anche vero che ognuno ha la sua famiglia e il suo lavoro. Difficile pensare che il “servizio” possa andare avanti a lungo: «Per ora non possiamo tirarci indietro – sottolineano i volontari – perché ci sentiamo di difendere le nostre case e i nostri cari. Carabinieri e polizia sono molto presenti, sia in divisa sia in borghese: purtroppo anche loro hanno problemi di organico e i rinforzi non glieli danno. Ma la polizia municipale potrebbe fare più servizi notturni: se i ladri si rendono conto che la zona è pattugliata girano alla larga. Se le cose non cambiano noi andiamo avanti con le ronde».
@franturchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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