Il dolore
Arci: bollette troppo care circoli a rischio chiusura
L’associazione lancia l’sos dopo la risposta negativa di Publiambiente alla richiesta di rivedere la tariffa dei rifiuti. Martedì riunione a Casenuove
EMPOLI. L’Arci Empolese Valdelsa lancia un vero e proprio sos: con la tariffazione della Tia entrata in vigore con la raccolta porta a porta i circoli hanno visto moltiplicare l’entità della bolletta, migliaia e migliaia di euro in più all’anno che possono finire per rappresentare un costo insostenibile, al punto che alcuni di loro potrebbero essere costretti a chiudere.
Il grido d’allarme è stato lanciato ieri alla luce della risposta ricevuta da parte di Publiambiente («giunta peraltro dopo molti mesi che era stata più volte sollecitata») sulla questione delle nuove tariffe di igiene urbana per i circoli Arci attraverso incontri e lettere. «Fin dall'inizio - si legge in un comunicato dell’Arci - abbiamo organizzato riunioni, incontri con i circoli e responsabili di Publiambiente per promuovere informazione ai nostri dirigenti dei Circoli sul nuovo sistema di raccolta e sulle modifiche sostanziali nello stoccaggio e trattamento dei rifiuti, oltre che sull'incremento delle tariffe. Parallelamente con Publiambiente, e anche con i sindaci dei Comuni del Circondario, sia in riunioni sia attraverso comunicazioni, abbiamo costantemente fatto presente la necessità di un riconoscimento della natura no profit dei Circoli Arci, della loro attività di associazioni di promozione culturale, aggregativa e sociale, formalizzando richieste di riduzione delle tariffe, negli ambiti previsti dalla legge e dai regolamenti vigenti.
Nei due incontri organizzati nel mese di gennaio con un responsabile di Publiambiente alla presenza dei circoli, ci è stata confermata la possibilità di riduzione del 50% sulla tariffa fissa su quegli ambienti che il circolo usa solo per i fine settimana (o comunque non più di 2 giorni a settimana). Nonostante la parola data in pubblica assemblea,dopo alcuni mesi Publiambiente comunica invece che,solo per una diversa interpretazione della legge, non è possibile attuare tale riduzione a favore dei Circoli Arci. Il regolamento sembra essere stato peraltro modificato a nostro svantaggio, proprio a seguito di tale nostra richiesta dal 2011 al 2012».
La risposta arrivata ieri non fa altro che seguire tale modifica al regolamento: la riduzione del 50% della parte fissa della tariffa per i circoli è applicabile solo se l'utilizzo saltuario di massimo due giorni a settimana riguarda l'intera struttura e non singoli locali. «Appare chiara quindi - commenta la dirigenza dell’Arci - la volontà di Publiambiente di non riconoscere il ruolo dei Circoli e di applicare in maniera rigida una tariffa, che stando così le cose, minaccia seriamente l'esistenza stessa delle nostre basi associative: molti circoli potrebbero seriamente chiudere perché impossibilitati a pagare cifre enormi anche perché ulteriormente tartassati anche dall'Imu».
La richiesta che l'Arci Empolese Valdelsa fa, a nome dei 74 circoli sul territorio, è quella di esentare i suoi locali dal pagamento in quanto spazi non commerciali adibiti a finalità sociali, di promozione culturale e aggregativa, da considerarsi semplicemente come utenze private domestiche, alla stregua di un riconoscimento che può essere catalogato come uno specifico “privato”. Per rivendicare tale ruolo delle basi associative e per discutere di tale problema che minaccia fortemente la stessa esistenza dei Circoli Arci, oltre che per ricordare le modalità per risparmiare il più possibile sullo smaltimento dei rifiuti stessi, è stata convocata una riunione dei presidenti di tutti i circoli martedì presso il circolo di Casenuove.
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