Il Tirreno

Empoli

Oltre 250 no al pozzo per l’estrazione di anidride carbonica

Oltre 250 no al pozzo per l’estrazione di anidride carbonica

Macelli gremiti per l’assemblea indetta dal comitato Approvato all’unanimità un documento contro il progetto

2 MINUTI DI LETTURA





CERTALDO. Una folta assemblea pubblica sul tema dell’estrazione di anidride carbonica, la tanto discussa CO2 del progetto San Paolo. Oltre 250 persone al centro giovani ‘I Macelli’ per l’appuntamento organizzato dal Comitato per la tutela e difesa della Valdelsa per dibattere sul tema. Tra i presenti c’erano Pietro Majioni, presidente del comitato, Antonio Bernardi, vicepresidente, Pietro Cambi, geologo, Lisi Luigi, ex responsabile negli anni 2000–2006 del nucleo investigativo dei vigili del fuoco di Siena e Firenze prima, Maurizio Marchi di Medicina Democratica, Maurizio Martelllini, ingegnere e presidente dell’associazione per la Valdambra, Filippo Ciampolini, consigliere provinciale del Partito della libertà, Lucia Masini, capogruppo Pdl Certaldo, Federigo Capecchi, consigliere provinciale Partito democratico, Enzo Migliorini del Pd di Certaldo, Massimiliano Signorini, capogruppo Italia dei Valori di Certaldo, Francesco Piombini, presidente comitato di frazione di Ulignano, Alessandro Betti, presidente comitato di frazione di Vico D’Elsa, Paolo Tacconi, presidente di Obbiettivo Comune di Barberino Val D’Elsa, Damiano Ghiozzi dei Verdi l’ex assessore Roberta Ceccherini, Colin du Liège del Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua.

Un successo inatteso, tanto da sorprendere anche lo stesso comitato che non si aspettava una simile affluenza, con il parcheggio adiacente alla struttura completamente esaurito. Sono stati ascoltati alcuni esperti e semplici cittadini che hanno illustrato tutti i loro dubbi e i timori qualora il progetto trovasse concretamente una sua realizzazione: «Un pozzo di 400 metri per ricavare anidride carbonica deve essere respinto». Questa è la richiesta, contenuta in una mozione approvata all’unanimità che arriva dai presenti al comitato. Parole forti, dure e chiare quelle indirizzate innanzitutto alla natura del progetto giudicato pericoloso da un punto di vista ambientale e anche per l’economia turistico–immobiliare dell’intera area.

L’assemblea ha chiesto inoltre maggiori approfondimenti sull’esperienza maturata nell’ambito dell’estrazione della CO2 relativamente al soggetto che si propone per attuare il progetto, la Lifeenergy srl.

In caso di un incidente, magari la fuoriuscita del gas durante l’estrazione – secondo Luisi Ligi del nucleo investigativo dei vigili del fuoco – l’intervento potrebbe essere al limite: «Come possiamo quantificare l’area da evacuare? Dobbiamo ricordarci che la CO2 non è un gas che si vede. Sono stufo di sentire i piagnistei del giorno dopo, abbiamo lavorato tanto per garantire regole e certezze, ora si deve fare attenzione affinché siano rispettate».

Sul tema del gas si è concentrato Marchi di Medicina Democratica: «Pensate che l’anidride carbonica in se stessa sarebbe il fattore potenzialmente con scarse proprietà inquinanti; il problema maggiore sta in tutte le altre possibili sostanze che fuoriuscendo dal terreno potrebbero essere persino in alcuni casi letali».

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore