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Empoli

Caponi dirigerà chirurgia «Punto su nuove tecniche»

Caponi dirigerà chirurgia «Punto su nuove tecniche»

Il neodirettore lavora da 32 anni al San Giuseppe e guidava la gastroenterologia Ora col suo staff porta avanti ricerche sugli interventi allo stomaco e all’intestino

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EMPOLI. Un medico empolese che da 32 anni lavora al San Giuseppe. Uno che ritiene di «fare un lavoro bellissimo» e che si «sente più a suo agio nelle sale operatorie» che sotto i riflettori per l’incarico importante che ha ricevuto. Antonio Caponi, 60 anni, è stato nominato direttore dell’unità operativa complessa chirurgia generale dell’Asl 11. Un professionista «stimato per la sua professionalità e amato anche per le sue doti umane». Caponi ha iniziato la sua carriera professionale all'Asl 11 nel 1982 assumendo ben presto il ruolo di dirigente medico. Alla carriera medica ha associato nel tempo un'intensa attività formativa e di docenza, nonché numerose pubblicazioni sulle riviste scientifiche del settore.

Dal 2008 è stato responsabile della specialità chirurgia gastroenterologica coordinando e controllando l'attività di diagnosi e di trattamento delle patologie chirurgiche dello stomaco, del fegato, delle vie biliari, del pancreas e dell'intestino. Sotto la sua direzione sono stati eseguiti numerosi casi di interventi di colecistectomie laparoscopiche ed interventi per il trattamento delle complicanze delle pancreatiti.

L'unità operativa chirurgia generale, che fa parte del dipartimento chirurgico diretto dal dottor Stefano Conti, è collocata nell'ospedale San Giuseppe. Si occupa del trattamento chirurgico delle patologie del tratto digerente superiore ed inferiore, del fegato, del pancreas, delle vie biliari, della mammella, della chirurgia della parete e della chirurgia vascolare. La sua attività si svolge in regime di degenza ordinaria, di day surgery e in regime ambulatoriale.

«Siamo contenti per la nuova vita professionale del dottor Caponi - ha spiegato il direttore generale Eugenio Porfido - che tra l’altro aveva coperto questo ruolo dal momento in cui è andato via il precedente direttore». Caponi, nel presentarsi, ha ricordato i suoi maestri. «Per me sono memorie sacre e un monito a fare sempre meglio - ha detto - dopo un periodo di assestamento per la riunificazione dei vari ospedali abbiamo ora uno staff di 20 chirurghi affiatato. Ed essere sulla stessa linea è fondamentale». Il nuovo direttore ha detto di «voler puntare sui giovani» e sullo sviluppo di nuove tecniche. Per esempio «stiamo lavorando per adattare l’acceleratore per il trattamento radioterapico intraoperatorio (che si usa nel cancro alla mammella) anche per gli interventi al retto in stato avanzato o recidivo». Questo nell’ambito di uno studio internazionale che è stato presentato ad Atlanta (Stati Uniti)nel 2010.

Oppure ancora «stiamo lavorando anche all’uso della chemioterapia come preparazione per gli interventi di tumore allo stomaco in modo tale da ridurre la malattia».Da alcuni mesi, nella chirurgia ricostruttiva della mammella «viene utilizzato il lipofilling con ottimi risultati estetici, che consiste in un innesto di cellule adipose, come riempimento, con tessuto prelevato dalla stessa paziente».

Poi ha sottolineato l’importanza dell’organizzazione per i pazienti con patologia tumorale gastrica o intestinale che «seguono un preciso percorso diretto interno gastroenterologia-chirurgia generale, con grande vantaggio per il paziente che viene letteralmente preso per mano e seguito dalla diagnosi iniziale fino al termine della terapia chirurgica ed oncologica».

In questo modo sono diminuite le fughe verso altri ospedali del territorio, è aumentato il numero di pazienti operati per patologie tumorali rispetto agli anni precedenti e c’è stato un accorciamento dei tempi di attesa.

E infine alcuni dati: le sedute operatorie settimanali sono 21 (19 in regime di degenza e 2 in regime ambulatoriale). Nello staff medico ci sono 20 medici, in quello infermieristico 21 infermieri professionali e 10 Oss.

I posti letto sono 24 al terzo piano del blocco A1 e circa 12 su 24 al terzo piano del blocco A3, 4 al quarto piano del blocco A1, 4 al primo piano del blocco A1, 6 (dal primo novembre prossimo) al quarto piano del blocco A3.

Gli ambulatori settimanali sono 23 (tra ospedale e territorio).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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