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Empoli

Antenna vicina alla scuola il sindaco guida la protesta

Antenna vicina alla scuola il sindaco guida la protesta

Al via la petizione contro l’installazione a poche decine di metri dalle elementari Mangani: «Il Comune non può fare nulla ma da cittadino sarò il primo firmatario»

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MONTESPERTOLI. «I cittadini si stanno mobilitando. E anche la scuola stessa. Partirà una petizione contro l’antenna: se mi lasciano lo spazio sarò il primo firmatario». Il sindaco Giulio Mangani proprio non può sopportare quell’antenna per la telefonia che è stata installata da Vodafone sul tetto di un condominio di via Garibaldi, a meno di cinquanta metri dalla scuola elementare di Montespertoli. I lavori hanno scatenato la protesta di genitori e residenti, fatta eccezione per le sette famiglie che abitano nel palazzo e che riceveranno un indennizzo dalla Vodafone. Mangani sostiene di aver fatto il possibile – insieme alla giunta – per trovare un sito alternativo. Ma non c’è stato niente da fare.

L’unico considerato idoneo dalla compagnia è quello in via Garibaldi, che peraltro ha ricevuto il nulla osta di Arpat e Asl. E di fronte ai loro pareri positivi, il Comune non può fare altro che prenderne atto. Non può opporsi. Non c’è un regolamento comunale (in tutto il circondario), non c’è una distanza minima dalle scuole. Quello che conta sono le emissioni: se sono al di sotto della soglia, non ci sono pericoli. Punto. «Se abbiamo dato l’ok noi a farci mettere l’antenna sulla testa – sottolineano icondomini – significa che abbiamo ricevuto rassicurazioni per la nostra salute. E, di conseguenza, per quella dei bambini». Ma al sindaco, e una buona fetta di popolazione, questa cosa non va giù: «Perché è vero – sottolinea – che sicuramente fa più male un cellulare all’orecchio o in tasca che un antenna a bassa potenza a 50 metri; è vero che sicuramente non ci sono rischi per la salute se vengono rispettati i limiti di legge nelle emissioni e che non ci si può lamentare che il cellulare non prende e contemporaneamente non volere le antenne.

Ma tra leggi, vincoli e luoghi comuni i grandi assenti sono l'opportunità e il buonsenso». La giunta ha provato a convincere Vodafone a scegliere un’altra soluzione: «Quando ci fu posta la questione in giunta un anno e mezzo fa, esprimemmo contrarietà all’installazione, dando mandato agli uffici di proporre al gestore soluzioni alternative. Perché non ci vuole la scienza per capire l'inopportunità di una simile collocazione anche soltanto per gli inevitabili risvolti psicologici che un simile intervento ha. Perché a scuola i bambini devono essere al sicuro, ma devono anche sentirsi tali, e con essi i loro genitori». Quindi Mangani sottolinea che «al gestore sono stati sottoposti una lunga serie di alternative (anche cimitero e palazzo comunale, ndr) senza che nessuna di esse soddisfacesse le esigenze di copertura richieste. Non abbiamo potuto far altro che rilasciare il permesso, chiedendo comunque un monitoraggio sulle emissioni.

La giunta in questo frangente non ha poteri e il Comune ha il solo compito di raccogliere i pareri (in questo caso tutti favorevoli), di prenderne atto e di essere conseguente, senza frapporre nel merito alcunché». D’altra parte «la legge liberalizza quasi totalmente l'installazione di nuove antenne a patto di rispettare i limiti nelle emissioni e trovare la disponibilità dei proprietari, ma lascia in questo modo la decisione, oltre agli enti preposti per i pareri, a un rapporto fra privati. Mi chiedo se sia giusto che una valutazione di opportunità che coinvolge la collettività sia demandata ad una azienda e ad un'assemblea di condominio». Mangani non si arrende:«Come sindaco e come cittadino sosterrò ogni azione politica che i cittadini vorranno intraprendere per far spostare l’antenna».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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