Il Tirreno

Empoli

L’Elsa mette in crisi Arpat la schiuma è un mistero

Per l’Agenzia regionale il fenomeno non sarebbe legato all’inquinamento ma le verifiche continuano nei prossimi mesi per capirne l’origine

3 MINUTI DI LETTURA





CERTALDO. Le schiume sull’Elsa ancora non hanno un’origine. Nei giorni scorsi si sono tenuti incontri su questa problematica al Comune di San Gimignano e al Circondario Empolese Valdelsa, durante i quali l’Arpat ha fatto il punto sugli accertamenti svolti in merito al fenomeno e sono state definite le prossime azioni.

«Appare altamente improbabile che la causa dei fenomeni osservati sul fiume Elsa sia l'inquinamento se con tale termine ci si riferisce all'esistenza di una o più cause specifiche - spiega l’Arpat - quali scarichi industriali, scarichi abusivi, scarichi dei depuratori centralizzati. Non esistono attività industriali con scarichi idrici che possano essere la causa di un simile fenomeno (ad esempio cartiere o concerie) e va tenuto conto che le schiume originate da scarichi industriali appaiono in genere in prossimità del punto di immissione e spariscono allontanandosi dalla sorgente per la diluizione delle acque di scarico nel fiume». «Non ci sono indizi di scarichi abusivi e gli impianti di depurazione centralizzati hanno una adeguata efficienza depurativa e rispettano i limiti di legge - va avanti Arpat - è significativo come le schiume si presentino anche con portate molto elevate, mentre eventuali scarichi avrebbero effetti negativi nelle situazioni di portata minima. Inoltre le analisi effettuate sul fiume non hanno mai riscontrato particolari criticità e sarebbero necessari scarichi inquinanti di particolare rilevanza per avere effetti sulla qualità delle acque del fiume con le elevate portate a cui si presentano le schiume».

Questo non significa che non vi sia un contributo dell’uomo alla formazione delle schiume, «se ci si riferisce al contributo che può derivare dagli scaricatori di piena delle fognature - aggiunge l’Arpat - dal dilavamento di strade, piazzali, fossi in cui trovano recapito scarichi civili.

L’agenzia regionale ha anche effettuato ricerche bibliografiche sui fenomeni di presenza di schiume nei fiumi e nei laghi, ed è risultato confermato che le schiume non sono di per se stesse indice di inquinamento, ma solo della presenza nella acque di sostanze che abbassano la tensione superficiale. Queste sostanze possono essere di origine naturale (derivanti ad esempio dal dilavamento dei suoli, dalla decomposizione delle foglie e dalla caduta dei pollini) o artificiale (fra cui ad esempio da scarichi industriali,quali quelli di cartiere e concerie).

«E' possibile che i fenomeni possano ridursi migliorando il trattamento e collettamento di scarichi civili attualmente non depurati, l'efficienza degli impianti di depurazione e della relativa rete fognaria, la gestione delle acque di piazzale - aggiunge Arpat - si tratta di iniziative utili a ridurre l'inquinamento diffuso di origine antropica, che può concorrere alla formazione delle schiume, ed importanti ai fini del raggiungimento per il fiume Elsa dell'obiettivo di buono stato ambientale».

Nei prossimi mesi, con la collaborazione dei gestori dei servizi di depurazione, Arpat procederà a monitorare gli afflussi al fiume. In conclusione, allo stato attuale delle conoscenze, le schiume nell'Elsa sono un fenomeno saltuario, legato alle precipitazioni ed al dilavamento dei suoli, che è presente da molti anni, senza avere causato danni ambientali, e che con ogni probabilità è almeno in parte di origine naturale». Intanto il comitato per l’acqua pubblica chiede «analisi costanti e trasparenti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa