Anche Faenzi con il rottamatore
«Ma il Pd deve restare unito, solo così nel circondario andranno a votare in tanti»
VINCI. Era forse l’ultimo big della politica dell’Empolese Valdelsa a non avere ancora dichiarato la sua scelta. Adesso anche Giancarlo Faenzi, primo segretario della federazione Pd, si schiera. Lo fa pro Matteo Renzi ma non senza sottolineare quello che per lui in questo momento è fondamentale salvaguardare: l’unità del partito.
«Renzi o Bersani? Io sto con il Pd - risponde Faenzi - che deve mandare ai suoi elettori un messaggio di unità. Se farà così, potrà portare a votare per le primarie ventimila persone, quante ce ne andarono nell’autunno del 2007. L’entusiasmo che si respira attorno al partito in questi giorni mi sembra lo stesso di quel tempo. Merito delle primarie, merito, va detto, del segretario Pierluigi Bersani, che ha messo l’interesse del Pd davanti alla sua legittima ambizione. Ma attenzione c’è il rischio di vanificare di nuovo, proprio come quando nacque il Partito democratico, questa opportunità. Per evitarlo bisogna lavorare costruendo l’unità del partito e delle persone: guai se passasse l’idea che il Pd è vivo perché ci sono divisioni al suo interno. Il fatto che i dirigenti anche di base si siano schierati con questo o quel comitato ritengo (lo dico col massimo rispetto) che sia stato un errore. Credo che occorra fare tutti quanti uno sforzo per assumere iniziative unitarie. Solo così si può favorire la partecipazione a queste primarie».
Ma allora Renzi o Bersani? Faenzi risponde così: «Mi sento più vicino all’impostazione che il sindaco di Firenze ha dato alla discussione. Innanzitutto perché ci ritrovo maggiormente lo spirito del Lingotto. E poi per altri due motivi. Il risanamento del paese deve essere al primo punto del prossimo governo, perché se non si risana questo paese muore, e a pagarne le conseguenze saranno i più poveri. Non condivido la tesi che si debba cambiare l’agenda Monti come si sostiene in alcune parti del Pd e soprattutto nei suoi alleati. Infine: la parola rottamazione non mi piace ma non si può continuare a scrivere in decine di documenti ufficiali che occorre un ricambio generazionale e non farlo mai».
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