Il dolore
Bande di bulli e maleducati padroni di parchi e strade
Scritte, rifiuti, giochi rotti, corse con gli scooter e provocazioni: la città si ribella In aumento anche i senzatetto che dormono nelle vie del centro
EMPOLI. Con il tramonto spuntano i bulli e i maleducati. Che troppo spesso diventano padroni di varie zone della città, dal centro storico (piazza Farinata degli Uberti, via della Gendarmeria), ai parchi pubblici: Serravalle, via Meucci, via delle Mura Nord. Non ci sono episodi eclatanti. Ma la tensione sta salendo e il rischio è che vada a intaccarsi quella civile convivenza che è sempre stata un vanto per la città. Tutta colpa di quei gruppetti di giovani che calpestano l’educazione e le buone maniere, che dopo le 20 guardano storto chi passa in piazza dei Leoni e hanno un atteggiamento provocatorio. Che scherniscono i passanti o fanno pipì per strada. Che fanno le corse coi motorini. Che spezzano un gioco per bambini al parco, o tirano un gavettone per il gusto di farlo. E i cittadini cominciano a non starci più. In alcuni casi reagiscono, in altri preferiscono soprassedere e poi segnalano l’episodio al Comune. E c’è anche chi ha deciso di affiggere decine di volantini, con messaggi coloriti rivolti ai ragazzi, “invitati”... a cambiare stile di vite e comportamenti.
L’artista si ribella. Lo stilista Piero Borghini ha trasferito il suo atelier nel vicolo della Gendarmeria, una traversa di via del Giglio, che dal tardo pomeriggio si trasforma in un covo di maleducati: «Vengono qui e fanno di tutto: continue parolacce, grida, mancanza di rispetto. Scambiano la strada per un bagno pubblico: ho provato a parlarci, ma non ascoltano». E allora Borghini ha scritto una serie di volantini “fai da te”: «Basta con le vostre parole ripugnanti», e ancora «basta a quelle ragazze che si comportano nel peggior modo per prevalere sull’uomo: riconquistato la vostra grazia».
Insulti e gavettoni. Il parco di Serravalle diventa spesso un altro rifugio per le bande di baby-bulli che cercano diversivi per sfidare la noia disturbando il prossimo. «Ogni giorno troviamo sugli scivoli mozziconi di sigarette». Ilenia Ceccatelli è una frequentatrice del parco. E non ne può più dell’inciviltà: «Nella zona di Serravalle e di Pontorme fanno le corse con motorini e auto in piena notte. Più volte sono stati fatti gavettoni, seguiti da insulti a chi passa a piedi o in bicicletta».
Giochi rotti. «Vengo spesso qui con la mia bambina. Ma purtroppo i giochi sono spesso rotti o non del tutto utilizzabili». Zahim Fifrdoyss è un frequentatore del parco di Serravalle, uno spazio verde deturpato continuamente da vandalismi: «È sbagliato prendersela con il Comune. Il problema è la maleducazione di chi fa queste cose».
Parco che vai... Serravalle non è un caso isolato. Le mura del giardino di Pontorme sono ricoperte da scritte fatte con la bomboletta spray. Per non parlare del cumulo di rifiuti sparsi sul prato. La solita musica stonata suona anche nel parco di via Meucci, dove qualcuno si è divertito a staccare i mattoni di un muretto e a spostarli di qualche metro, proprio ai piedi dell’altalena per i bambini. E anche qui c’è il “benvenuto” fatto di rifiuti abbandonati accanto al cestino: «Purtroppo manca l’educazione – racconta Paolo Masoni, che abita in zona –. Io ho già fatto alcune segnalazioni al Comune, ma la situazione non è cambiata». Ma i comportamenti sbagliati non appartengono esclusivamente alle giovani generazioni: «La strada che dà accesso al parco sarebbe accessibile da un solo lato, perché la viabilità non è ancora stata completata. Ma c’è chi sposta in continuazione le transenne e passa comunque con l’auto, con tutti i rischi che ne derivano per le mamme e i loro bambini che vanno a piedi verso il giardino».
Clochard. E poi, talvolta, il degrado va ad intrecciarsi col disagio. Sempre più spesso viene segnalata la presenza di senzatetto che dormono in piazza Matteotti, in via San Francesco (accanto alla Collegiata) o sotto al portico della Madonnina del Grappa: «Siamo a conoscenza di queste situazioni – spiega l’assessore Eleonora Caponi – e cerchiamo di intervenire per quanto è possibile, con la polizia municipale, che fornisce loro tutte le informazioni su dove possono trovare un pasto e un letto, ma anche con le associazioni di volontariato. Però in alcuni casi si tratta di persone che hanno fatto una scelta e non vogliono aiuto e diventa difficile intervenire».
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