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Un’antenna accanto alla scuola

Un’antenna accanto alla scuola

Proteste a Montespertoli: «Pericoli per i bambini». Il Comune: «Tutto regolare»

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MONTESPERTOLI. «È sbagliato mettere un’antenna per la telefonia cellulare a pochi passi dalla scuola elementare». Enrico Stanzani si fa portavoce della preoccupazione di quei cittadini di Montespertoli che hanno accolto con preoccupazione l’installazione dell’antenna Vodafone sul tetto di un condominio di via Garibaldi, nel cuore del paese e a poche decine di metri di distanza dal plesso scolastico: «Appena ho visto quella bruttura – racconta Stanzani – mi sono subito recato in Comune per capire chi l’aveva autorizzata. Mi chiedo se sono state fatte tutte le valutazioni necessarie e se si sono valutate le conseguenze per i bambini, che saranno esposti quotidianamente alle onde elettromagnetiche.

Farò anche un volantinaggio per coinvolgere i genitori e capire se loro erano al corrente di questa operazione». Gli operai stanno installando l’antenna Vodafone sul tetto di un condominio dove vivono sette famiglie. Che hanno dato il via libera all’intervento, come spiega Pietro Boschi, uno dei residenti: «È un percorso iniziato quasi due anni fa. Abbiamo avuto varie incontri coi tecnici dell’Asl e del Comune, che hanno fatto tutte le verifiche del caso e ci hanno assicurato che non corriamo alcuni rischio. Di conseguenza non ci sono pericoli neanche per i bambini». Una tesi confermata dall’amministratore di condominio, Piero Livi: «La compagnia telefonica ha fatto tutti i passaggi necessari, ricevendo le autorizzazioni da parte di Asl, Arpat e Comune di Montespertoli. I condomini riceveranno un indennizzo, la cui entità è ancora da definire».

Anche il dirigente del settore urbanistica del Comune di Montespertoli, Antonino Gandolfo, tranquillizza i cittadini: «La procedura è stata più lunga del solito proprio perché è stata prestata la massima attenzione per la vicinanza della scuola elementare. Questo tipo di antenne “sparano” le onde a distanze considerevoli, quindi chi è nelle vicinanze è meno esposto all’elettromagnetismo». Poi Gandolfo spiega come è stata individuata la “sede” dell’antenna: «Avevamo proposto siti alternativi, come il cimitero e il palazzo comunale. Ma le simulazioni hanno dimostrato che non avrebbero garantito la copertura necessaria. Sono stati quindi chiesti i pareri di Arpat e Asl, che hanno dato l’ok». A quel punto il Comune si è adeguato. Ma non abbasserà la guardia: «L’autorizzazione è vincolata al monitoraggio della situazione. Se saranno registrati valori anomali nella scuola, bloccheremo l’antenna».

Francesco Turchi

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