Gioco
Rivendicata la foto del finto D’Alema “investito” dal camper di Renzi
Viene definita un’azione inutile nel comunicato firmato dal Collettivo Antikunst. In cui si ironizza: «È la storia patetica di un’investitura»
«È stato solo un gioco, un'azione inutile che ci ha fatto sorridere e che ci ha provato ancora una volta come la nostra voglia di vivere non ci abbandoni, al pari delle vostre frustrazioni». In una lettera firmata dal Collettivo Antikunst, ma con mittente di fatto anonimo, è arrivata la «rivendicazione» della foto scattata a Empoli che mostrava una persona con la maschera di Massimo D'Alema nell’atto di essere «investita» dal camper di Matteo Renzi. La «rivendicazione» è stata indirizzata al sito gonews.it al quale era stata inviata anche, sempre in forma anonima, la foto che ha suscitato polemiche nei giorni scorsi.
Si firmano Cicloterroristi e specificano anche di appartenere alla Sezione Mobile del Colletivo Antikunst. Nella loro lettera-comunicato, intitolata ironicamente «Storia patetica di un'investitura», i “cicloterroristi” dicono che la foto ritrae in realtà un certo «Martino Da Levà», nome assonante con quello di Massimo D'Alema, e lo presentano come un «cassintegrato di 56 anni, che, vinto da una serata intensa di gobbini di vino rosso all'osteria “Le Bateau Ivre”, si addormenta beato proprio in prossimità dell'automezzo di Matteo Renzi, in gita promozionale a Empoli».
La sigla Collettivo Antikunst era già apparsa a Empoli alcuni mesi fa, era il 25 aprile scorso. Quella mattina furono trovate le statue dei leoni di piazza Farinata degli Uberti a Empoli “ingabbiate”. L'atto dimostrativo era stato compiuto dal Collettivo Antikunst che aveva lasciato sul posto alcuni volantini con all'interno riportato un “manifesto inutilitarista” «contro la dittatura dell'utile. In una società in cui tutti sono utili - si legge - e nessuno è indispensabile, noi rimarchiamo la nostra orgogliosa inutilità».
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