Il dolore
Quando a Vinci sfrecciavano le Ferrari
Roberto Brogi primo presidente del Club riconosciuto da Maranello
VINCI. Avete fatto caso che non si vede più in giro una Ferrari? Colpa della crisi, o dei controlli incrociati? Eppure quando negli anni Ottanta fu fondato il Ferrari Club Santa Croce c’erano associati anche fucecchiesi che partecipavano con auto con il marchio del cavallino rampante. Tanto che anche a Vinci fu lanciata l’iniziativa di un Ferrari club, con sede presso la sala Rinascita a Sovigliana, presso la quale all’esterno fu apposta un’insegna.
Il primo presidente era Roberto Brogi, che agli aderenti al Club proponeva non soltanto manifestazioni, ma essendo «un club fondato da alcuni amanti dello sport automobilistico, in particolar modo della Ferrari e legalmente riconosciuto da essa, dal Comune di Vinci, e consociato con l’ufficio Aci di Spicchio, i tesserati hanno diritto a uno sconto di 8 mila lire sulle tessere Aci nella suddetta sede».
La tessera ordinaria costava 15 mila lire, quella oro da 50 mila lire in poi. Le preme gite programmate furono: Imola, Montecarlo, Le Castellet e Parigi. L’organico del Ferrari Club Vinci era completato dal vicepresidente Marino Papini, il segretario Fabrizio Galimberti, l’economo Germano Palandri, e l’addetto alle pubbliche relazioni Luciano Piacentini. Inoltre erano in carica come dirigenti anche Venio Pasquali, Pitero Bonci, Loreno Bonci, Massimiliano Marroncini, Claudio Benvenuti, Renato Carmignani, Stefano Cioni e Daniele Peti. La lettera per l’adesione era scritta non a macchina, ma con il computer. Il Ferrari Club Vinci gestiva anche la trasmissione Turboplay, su Radio Play. (l.g.)
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