La protesta
Il sindaco contrattacca: Dimoulas assenteista
Cappelli e la sua giunta respingono le accuse dell’Italia dei Valori: «Il caso Torrigiani non c’entra nulla, ecco perché si è consumata la rottura»
EMPOLI. «Ora basta. Dimoulas ha tenuto un comportamento finalizzato a giungere al ritiro delle deleghe all’assessore Fiore. Gli atti parlano chiaro: è sempre stato assente quando in consiglio o in commissione venivano votati provvedimenti fondamentali». Il sindaco di Empoli Luciana Cappelli va al contrattacco e, supportata dalla sua giunta e dal capogruppo del Pd Maurizio Alderighi, respinge con fermezza le accuse dell’Italia dei Valori in merito ai motivi che hanno portato alla rottura tra i due partiti: «Il caso Torrigiani – tuona il vicesindaco Carlo Pasquinucci – non c’entra nulla. Il comportamento di Dimoulas ha creato imbarazzo anche nell’assessore Fiore: spesso – soprattutto in materia urbanistica – lei ha approvato le delibere in giunta e lui non ha fatto altrettanto in consiglio».
La giunta ha quindi ripercorso il comportamento tenuto da Dimoulas nei momenti cruciali della vita amministrativa: «In tre anni non ha mai votato il piano triennale delle opere pubbliche. Un anno fa – sottolinea Mori – sono andato nella sede dell’Idv per un confronto sulle strategie in materia urbanistica, trovando piena identità di vedute con l’Idv. Dimoulas non c’era. Così comè nelle nove commissioni Ambiente e territorio, spesso congiunte alla commissione speciale sull’urbanistica, è stato presente una sola volta e senza niente rilevare». Quindi la giunta elenca le volte in cui Dimoulas ha avuto una posizione diversa rispetto al Pd in consiglio: «Su 10 delibere di urbanistica, è stato assente 7 volte, una volta ha votato con l’opposizione, una volta a favore, ma allineandosi all’opposizione su alcune mozione e solo una volta a favore senza eccezioni. Assente non significa che era sempre fuori dal palazzo comunale». La mancata presenza alla votazione dello statuto dell’Unione dei Comuni è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «È un’azione di governo fondamentale: è stata votata anche da Pdl e Lega – aggiunge Pasquinucci – che hanno dimostrato senso di responsabilità: non si può non essere d’accordo su un tema del genere». L’assessore Arianna Poggi ha sottolineato che la rottura rischia di avere un effetto a catena nei Comuni dove c’è un assessore Idv in giunta: «Verifiche di maggioranza saranno fatte anche a Castello e Certaldo». Respinta l’ipotesi di dimissioni di Cappelli: «Il 51% di voti al sindaco non è di proprietà delle singole liste. Alla coalizione vincente va il 60% dei consiglieri da ripartire tra le diverse liste che lo compongono: nel 2009 sono stati eletti 17 consiglieri del Pd e 1 dell’Idv (su 30, ndr). Mozione di sfiducia? Ben venga. Speriamo che Dimoulas stavolta si presenti». (f.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
