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Una fucecchiese nello staff di Renzi

Una fucecchiese nello staff di Renzi

Russoniello è in cabina di regia della campagna: «Noi giovani in un angolo. Con Matteo cambia tutto»

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FUCECCHIO. «Un' esperienza esaltante». Ecco come definisce la sua militanza nel Comitato nazionale per la candidatura di Matteo Renzi la giovane fucecchiese Valentina Russoniello, 28 anni consigliere comunale a Fucecchio per il Partito Democratico. Valentina, che sta seguendo il progetto che vorrebbe portare il sindaco di Firenze a vincere le primarie del Pd contro Bersani e Vendola, si occupa dell'organizzazione delle attività che questo comitato svolge: creare comitati, raccogliere firme, muoversi sul territorio e coordinare anche i rapporti tra i diversi settori interni al comitato. Fucecchiese doc, si occupa di politica da otto anni, prima nella Sinistra giovanile, passando dai Ds e confluendo poi nel Pd. A luglio si è laureata in Economia aziendale all'Università di Pisa. Oltre ad essere consigliere dal 2009 nel suo Comune, è membro anche del tavolo della presidenza regionale dell'Anci giovani.

Ma come è diventata parte integrante del comitato nazionale per Renzi ? «In questo comitato siamo tutti ragazzi giovani, il più "vecchio" non ha nemmeno 40 anni. Siamo tutti volontari, alcuni sono stati contattati mentre altri si sono proposti per farne parte. Il settore di cui faccio parte, quello dell'organizzazione, è sotto la responsabilità del consigliere della provincia di Firenze Sara Biagiotti. Ci occupiamo di coordinare le attività del comitato, ogni giorno facciamo qualcosa di diverso. Si va dalla raccolta firme fino alla creazione di altri comitati sul territorio».

Il rottamatore ha colpito profondamente Valentina: «Condivido le sue idee - sottolinea - come credo lo facciano la maggior parte dei miei coetanei. Le giovani generazioni non possono rimanere all'infinito nascoste in un angolo, abbiamo voglia di dare il nostro contributo e il programma di Renzi va in questa direzione». E nel futuro, quali sono le intenzioni della giovane fucecchiese dopo questa per lei esaltante esperienza? «Essere qui - continua - è per un riconoscimento per tanti anni d'impegno e un punto di partenza per il futuro. L'importante è che la politica rimanga un servizio e non un lavoro. Non ci si deve avvicinare alla politica come ad un ufficio di collocamento, bisogna esser spinti dalla passione. Anche perché senza la passione non passerei dieci ore di fila in ufficio». Valentina quindi fa parte di un comitato che lotta e si impegna per l'affermazione delle idee proposte da Renzi. Quel che però traspare, soprattutto all'esterno, è la sensazione di una lotta fratricida, quasi come se stessimo parlando di due candidati legati a due partiti differenti: «Se viste dall’esterno le primarie sembrano un conflitto. In realtà però sono un'opportunità per aprirsi alla gente, facendo capire loro che un partito non è qualcosa di esclusivo ed escludente ma un'entità che vuole coinvolgere. I conflitti invece finiscono solo per allontanare i cittadini che sono coloro che alla fine ci perdono maggiormente da un allontanamento dalla politica».

Marco Sabia

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