Il dolore
Spese e redditi sospetti al via centinaia di controlli
In arrivo le verifiche dell’Agenzia delle entrate su persone fisiche e aziende gli avvisi riguardano le dichiarazioni presentate nel 2008 e nel 2009
EMPOLI. Avvisi mandati quasi allo scadere della prescrizione. E che, a distanza di cinque anni, comportano la ricerca di documentazione abbastanza datata per non incappare in una sanzione che può arrivare fino duemila euro. Dopo una prima tranche inviata a primavera per il 2010, ora l’Agenzia delle entrate, andando molto a ritroso, sta passando al setaccio i redditi per il periodo di imposta 2007 e 2008. Sono accertamenti ancora senza valore giuridico, una sorta di questionario con cui il Fisco chiede informazioni su spese e patrimonio nei casi in cui c’è una discordanza tra i redditi dichiarati e quelli presupposti in base alle informazioni raccolte attraverso l’Anagrafe tributaria. Casi in cui, comunque, lo scostamento deve essere almeno del 25%. Nel circondario Empolese Valdelsa, tra persone fisiche, professionisti e aziende, secondo una stima sui dati dell’Agenzia delle entrate, dovrebbero essere circa cinquecento le lettere che stanno per essere inviate. A inviarle in questi giorni è la direzione provinciale di Firenze.
All’ultimo tuffo. L’azione di accertamento per il 2007 scade a fine dicembre e quindi l’Agenzia delle entrate ha tempi molto ristretti per un controllo dei redditi individuati come sospetti. Il questionario va restituito, gli uffici devono analizzare la documentazione inviata e deve partire la predisposizione dell’eventuale avviso di accertamento. Dunque un lavoro improbo per i tempi a disposizione. Tra l’altro, in ogni caso, il contribuente, come si riporta nel questionario inviato, deve raccogliere la documentazione e inviarla all’Agenzia entro 15 giorni dal giorno in cui gli è arrivata. Anche se la richiesta riguarda atti e documenti non proprio recenti. Dunque, considerando che le risposte dei contribuenti arriveranno a novembre, l’Agenzia delle entrate potrebbe comunque emettere l’accertamento per evitare la prescrizione (al termine dei cinque anni) valutando poi nel dettaglio la situazione del contribuente nei mesi seguenti.
La scelta. L’Agenzia delle entrate procede alla elaborazione di liste di contribuenti da sottoporre al controllo. Questa scelta viene fatta incrociando i redditi dichiarati con gli indicatori della capacità contributiva che emergono dall’Anagrafe tributaria: si va dagli immobili, alle auto, alle spese di ristrutturazione edilizia. In più l’Anagrafe può incrociare dati anche raccolti in istituti scolastici o circoli sportivi. Già a maggio erano stati individuati un migliaio di contribuenti (solo persone fisiche) nella nostra zona per quanto riguarda i redditi presentati nel 2010. Controlli che l’Agenzia delle entrate definì di routine e che ammontavano al 4% dei contribuenti. Tra l’altro, nello stesso periodo, nell’Empolese Valdelsa erano arrivati altri tremila accertamenti ad altrettanti lavoratori autonomi o dipendenti che avevano chiesto detrazioni sul modello 730 (per mutui, spese sanitarie, spese sportive dei figli) per l’anno 2009. Avvisi informali anche in questo caso ma che suscitarono molte polemiche perché i contribuenti avevano ricevuto queste lettere per posta ordinaria. E di conseguenza, come spesso accade negli accertamenti fiscali, con tutti i rischi che ne consegue; cioè la possibilità di essere al centro di una verifica senza però saperlo. O di non poter rispettare i termini dati dall’Agenzia delle entrate perché le lettere vengono recapitate in ritardo.
Spese e patrimonio. Le informazioni che vengono richieste riguardano il possesso di abitazioni, di automobili, di imbarcazioni, camper, cavalli da corsa, l’impiego di collaboratori familiari. E ancora assicurazioni sulla vita e sugli infortuni. Il contribuente dovrà anche dare indicazioni su somme che, non essendo incluse nel reddito dichiarato (e ritenuto dall’Agenzia non sufficiente rispetto ai valori attributi dal redditometro) potrebbero giustificare lo scostamento tra i due riferimenti del reddito. Si tratta per esempio «di redditi che sono esenti, somme riscosse a titolo di disinvestimenti patrimoniali, utilizzo di finanziamenti, utilizzo di somme derivanti da crediti, donazioni o vincite, utilizzo di somme riscosse fuori dall’esercizio di impresa, a titolo di risarcimento patrimoniale».
Lucia Aterini
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