Il Tirreno

Empoli

Caccia ai lavoratori al nero La Cna raccoglie le soffiate

di Francesco Turchi

Al via una campagna contro imbianchini, parrucchieri, sarte e muratori abusivi Le segnalazioni faranno scattare i controlli di Finanza, Asl, Inps e Inail

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Il lavoro nero mangia fette di mercato sempre più rilevanti alle aziende regolari. Almeno il 10% degli artigiani dell’Empolese Valdelsa non pagano tasse e contributi, non rispettano le regole in materia di sicurezza. E allora Cna, che conta circa 2400 soci nel circondario, lancia una campagna contro la concorrenza sleale. La parola chiave è “denunciamoli” ed è un invito rivolto agli imprenditori, ma anche a tutti i cittadini che sono a conoscenza di casi abusivismo. Basta recarsi in una delle sedi della Confederazione e compilare un modulo di segnalazione, che sarà poi girato (in forma anonima) a guardia di finanza, Asl, dipartimento territoriale del lavoro, Inps e Inail. E a quel punto scatteranno i controlli.

Il trend. Il fenomeno è in crescita costante: «Le segnalazioni – spiega il coordinatore di Cna, Paolo Gianassi – sono sempre più numerose, con gli imprenditori associati che ci chiedono di farci carico del problema. Crediamo che questa campagna possa portarci un duplice risultato: far scattare indagini sui “casi” segnalati, ma anche convincere una parte di abusivi a regolarizzarsi».

I settori. Si va dall’estetica e acconciatura all’edilizia, dalle riparazioni sartoriali alla fotografia, passando per la realizzazione di siti web e i tatuatori. Insomma, c’è chi ha trasformato la propria casa in un negozio di taglio e messa in piega, chi ha ricavato nel proprio appartamento una sala per piercing e tatuaggi, oppure di massaggi e depilazione in barba a qualsiasi regola sanitaria. Per non parlare di giardinieri (quelli “ufficiali” sono praticamente scomparsi), imbianchini e muratori che fanno piccoli interventi edili.

I motivi. «Questi fenomeni – spiegano i vertici di Cna – ci sono sempre stati. Ma la crisi spinge le persone a fare economia e quindi le famiglie tendono sempre di più ad affidare i piccoli interventi a lavoratori “fantasma” (che dal canto loro hanno costi dimezzati) per risparmiare l’Iva e ottenere un prezzo più basso, dimenticando però tutti i rischi che si corrono a dare lavoro a chi non è in regola». D’altro canto la mancanza di lavoro spinge ad escogitare qualsiasi strategia, la pressione fiscale in crescita e quella contributiva rendono difficile la vita dell’impresa. Tutti questi fattori favoriscono lo svilupparsi del fenomeno dell’abusivismo, penalizzando pesantemente chi vuole attenersi alle regole e alla realtà, pagando tasse, contributi e restando al passo con le norme sulla sicurezza».

Mea culpa. La campagna ha anche lo scopo di spingere chi ha lavorato in nero finora a ravvedersi: «Non siamo esattori – sottolinea Gianassi –. Per questo siamo pronti a dare una mano a chi vuole regolarizzarsi, indicandogli la strada migliore, senza far scattare nessuna segnalazione». Chi invece di perseverare d’ora in avanti rischia grosso: «Non ce l’abbiamo, tanto per essere chiari – aggiunge il coordinatore di Cna – con il ragazzo che ha padronanza degli strumenti informatici, fa un sito web per un amico e se lo fa pagare. Ma con chi lo fa in maniera continuativa e sistematica. Questo non è più tollerabile».

La tecnologia. Cna passerà le segnalazioni agli organismi di controllo: «Se per esempio ci arriva la segnalazione relativa a una presunta parrucchiera abusiva, la finanza potrà fare un’indagine, incrociare il reddito con il conto corrente del soggetto, ma anche con le utenze, per capire per esempio se ci sono anomalie nei consumi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web