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C’è da riempire un modulo ma chi fa la spia resta anonimo

EMPOLI. La Cna dell’Empolese Valdelsa ha predisposto un modulo per la segnalazione del presunto lavoro abusivo. La “spia” – che sia il titolare di un’azienda o un semplice cittadino – dovrà fornire...

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EMPOLI. La Cna dell’Empolese Valdelsa ha predisposto un modulo per la segnalazione del presunto lavoro abusivo. La “spia” – che sia il titolare di un’azienda o un semplice cittadino – dovrà fornire le generalità del soggetto nel mirino, il fatto, la tipologia e il luogo. La Confederazione chiederà le generalità del segnalante, la residenza e il recapito telefonica, che però non saranno “girati” agli organismi deputati al controllo, ai quali la segnalazione arriverà in forma completamente anonima. Prima del lancio della campagna (che ha già portato buoni risultati in altre province della Toscana e che presto sarà replicata anche in altre zone della provincia di Firenze), i vertici di Cna dell’Empolese Valdelsa hanno avuto una serie di incontri con i soggetti che si dovranno poi occupare dei controlli. Nel corso dei summit è stata quindi messa a punto la strategia, con l’obiettivo di raggiungere quei risultati che in passato – per vari motivi – sono stati mancati. Tre anni fa, per esempio, Cna segnalò al Comune di Fucecchio una decina di parrucchieri abusivi: «Qualcosa è stato fatto, ma non abbastanza. Anche perché – spiega Paolo Gianassi – le amministrazioni hanno meno poteri rispetto alla finanza. Che invece potrà controllare anche i conti correnti e i redditi. E poi, in alcuni casi verificatesi in altri comuni del circondario, è mancata anche la volontà di andare fino in fondo al problema, perché comunque nelle piccole realtà certe situazioni sono conosciute e talvolta si preferisce tollerarle. Con questa organizzazione invece sono sicuro che avremo risultati migliori».

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