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Preso a pugni dai ladri in giardino «Se avessi avuto una pistola...»

Preso a pugni dai ladri in giardino «Se avessi avuto una pistola...»

Artigiano di Sovigliana sorprende quattro giovani mentre cercano di entrare nella sua casa Dopo essere stato picchiato, ha provato a inseguirli con l’auto ma loro gliel’hanno speronata

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VINCI. «Non ci ho visto più quando mi hanno aggredito in quattro nel giardino della mia casa. Situazioni come questa portano ad avere reazioni che non penseresti mai di avere. Se avessi avuto una pistola, non so quale sarebbe stata la mia reazione...». Queste sono le parole dell’artigiano che l’altra sera è stato picchiato dai ladri e che nonostante questo, con una ferita alla bocca, li ha rincorsi fino al ponte di Avane. E che si è fermato solo dopo che la sua auto non era più in condizione di marciare perché i ladri lo hanno speronato.

Una storia questa che, come altre delle ultime settimane, dimostra quanto le persone sentono i loro luoghi più intimi violati. E come sia facile anche ad arrivare a gesti molto forti. L’artigiano, che abita in via Boito, stava rientrando a casa con la moglie verso le 20,30. «A una delle finestre del primo piano ho visto un uomo accovacciato - racconta senza però voler dare le sue generalità per motivi di sicurezza - all’inizio mi sembrava uno dei miei figli e l’ho chiamato per capire che cosa ci facesse in quella posizione».

Il ladro, che si era arrampicato da una grondaia e stava per entrare in casa, si è buttato giù per scappare. Il proprietario, a quel punto, lo ha raggiunto e preso. Da qui la colluttazione tra i due sempre nel giardino, vicino all’ingresso dell’abitazione. Dalla strada poi sono arrivati altri tre complici del ladro e hanno iniziato a picchiare l’artigiano. Due, tre pugni poi è arrivata la moglie dell’artigiano che, quando ha visto il marito aggredito dai quattro, ha iniziato a urlare e a inveire contro i ladri. I quattro, tutti abbastanza giovani e dell’Est, hanno risposto con un “Italiani di m...”. E sono fuggiti a bordo di una Bmw di colore blu scuro (poi risultata rubata qualche giorno fa) che avevano parcheggiato lungo la strada accanto.

L’artigiano, se pur con lievi ferite, non ci ha pensato due volte: quando li ha visti fuggire ha preso la sua auto, anche questa una Bmw, e li ha inseguiti. Tra strade, stradine e incroci la fuga della banda è andata avanti per cinque minuti. Poi hanno deciso di sbarazzarsi dell’uomo che gli stava alle calcagna. A un incrocio dopo aver girato a sinistra hanno frenato e hanno aspettato l’artigiano che è stato costretto a una frenata brusca. Quando era fermo hanno fatto marcia indietro e lo hanno tamponato violentemente sul davanti della sua auto. E poi sono ripartiti a tutta velocità

L’artigiano non si è dato per vinto. «Ho rimesso in moto - racconta ancora - e ho continuato a inseguirli. Davanti all’azienda Bitossi i ladri sono entrati in via Pietramarina a velocità elevata, avranno fatto 120 chilometri all’ora. Poi hanno imboccato la rotonda che va verso Avane contromano. E a quel punto io mi sono dovuto fermare perché mi si è alzato il cofano e non riuscivo a vedere più niente». «Ho intravisto - prosegue ancora - comunque che la loro auto andava in direzione di Avane e ho avuto la sensazione che conoscessero bene questi posti». Intanto la moglie aveva chiamato la polizia che ha identificato l’auto usata dai banditi e ha riportato la targa della Bmw dell’artigiano che, con l’urto, si era staccata.

L’artigiano non aveva mai subito furti nella sua abitazione. Ieri ha portato l’auto in carrozzeria e il danno che gli hanno procurato ammonta a oltre mille euro. Ma quello che gli brucia di più è esser stato aggredito nella sua abitazione. «Per fortuna non sono riusciti a entrare - dice - a mente fredda non so se rifarei quello che ho fatto. Ma ieri sera (l’altra sera ndr) il mio stato d’animo era completamente diverso. Dopo aver preso un paio di pugni probabilmente potrei rifare anche quello che ho fatto. Quando li ho visti e mi hanno aggredito non ho pensato al fatto che avrebbero potuto avere anche armi. Ho fatto quello che mi sono sentito di fare e basta».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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