Il Tirreno

Empoli

Sciopero, sanità in tilt I medici: «Pronti al bis»

Francesco Turchi
Sciopero, sanità in tilt I medici: «Pronti al bis»

Adesione intorno al 90% alla protesta per la riorganizzazione degli anestesisti L’Asl: «Il piano è ok, niente dietrofront». I sindacati: «Avanti con la linea dura»

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EMPOLI. Lo sciopero dei medici e dei veterinari ha fatto centro, mandando in tilt l’attività degli ambulatori di tutta l’Asl 11. I sindacati – compatti – esultano, ma l’azienda sanitaria empolese tira dritto. Il muro contro muro continua e potrebbe portare a nuovi disagi per i cittadini: «Se la direzione aziendale non cambia rotta – assicurano i sindacalisti – ci consulteremo con l’assemblea: siamo pronti a un nuovo sciopero».

I numeri. Intorno al 90% – secondo i sindacati – l’adesione dei professionisti alla giornata di astensione dal lavoro proclamata contro la riorganizzazione delle guardie notturne nel reparto di Anestesia e rianimazione, che prevede la riduzione da tre a due degli anestesisti in servizio di notte, con due professionisti reperibili. «Così sale il rischio clinico» sbottano i sindacati; «il piano funziona» replica l’azienda.

Giornata difficile. In questa diatriba che sembra destinata ad andare avanti, a rimetterci sono sicuramente i cittadini. L’alta adesione allo sciopero di 24 ore (anche se i dati definitivi si avranno soltanto oggi), ha avuto come conseguenza forti disagi per chi aveva prenotato una visita, con buona parte degli ambulatori che sono rimasti chiusi o hanno lavorato a scartamento molto ridotto. Bloccati gli interventi chirurgici (naturalmente fatta eccezione per quelli urgenti), forte flessione nell’erogazione di prestazioni per quanto riguarda la diagnostica.

Piano ok. Nonostante la mobilitazione dei medici, che hanno organizzato presidi davanti all’ospedale e in piazza dei Leoni, l’azienda non ha alcuna intenzione di fare retromarcia: «I dati in nostro possesso – spiega il direttore generale Eugenio Porfido – dicono che la riorganizzazione (partita lo scorso 1° settembre, ndr), funziona e non comporta conseguenze negative sul piano della qualità delle prestazioni e del livello assistenziale. Non è vero che c’è un aumento del rischio».

Il nodo. I sindacati hanno attaccato l’azienda sulla reperibilità, che comporterebbe un maggiore carico di lavoro per i medici: «È un istituto previsto dal contratto – sottolinea Porfido – e non comporta né un ritardo nelle prestazioni né un carico eccessivo per il professionista: chi è reperibile non è mai di turno al mattino seguente. Sono pochi? Dalle 20 alle 8 ci sono due medici di guardia e due reperibili, che devono garantire l’entrata in servizio entro mezz’ora. Se in un ospedale come Empoli vengono attivati più di 4 anestesisti significa che è in corso una super emergenza, una calamità. Ma c’è di più: ogni notte sono complessivamente in servizio in ospedale 13 medici e altri 20 sono reperibili». Infine Porfido respinge l’accusa di scarsa concertazione: «Abbiamo presentato il piano ai sindacati tre mesi fa. Lo stesso prefetto ha riconosciuto la regolarità della procedura che abbiamo seguito».

La reazione. Parole, quelle di Porfido, che non convincono i professionisti: «Ci dispiace per i disagi che abbiamo causati ai cittadini – sottolinea Giovanni Bertelli del sindacato Aaroiemac – ma il nostro obiettivo è a beneficio anche loro: garantire la qualità e la sicurezza delle prestazioni. Che con questo piano non sono assicurate. In un mese, i medici reperibili hanno ricevuto 21 telefonate: questo significa che il piano è insostenibile». Il 24 è previsto un nuovo incontro tra l’intersindacale e l’azienda. Entrambe le parti sembrano destinate a restare ferme sulle proprie posizioni: «Noi – preannuncia Bertelli – abbiamo scelto la linea dura e siamo pronti a un nuovo sciopero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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