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Empoli

Si rompe la maggioranza Pd-Idv terremoto in arrivo in 3 Comuni

Si rompe la maggioranza Pd-Idv terremoto in arrivo in 3 Comuni

Si è conclusa con una fumata nera la verifica tra i due partiti davanti al sindaco di Empoli Il segretario Campigli: «Alleanza di governo finita». Verso la resa dei conti anche a Certaldo e Castello

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EMPOLI. Su una cosa erano tutti d’accordo: così non si poteva più andare avanti. Tra incomprensioni, recriminazioni e accuse reciproche il rapporto tra Pd e Idv sembrava quello di una coppia consumata dal tempo. Ieri mattina c’era l’occasione per un chiarimento, per rilanciare il rapporto che lega i due partiti al governo di Empoli, Certaldo e Castelfiorentino, per mettere da parte i motivi di divisione e valorizzare le ragioni di una coalizione risultata vincente alle ultime elezioni amministrative. Invece la verifica chiesta dal segretario della federazione Pd Brenda Barnini è finita nel peggiore dei modi: senza alcun accordo, con ciascuna delle due parti ferma sulle proprie posizioni, con il Pd a ribadire che senza un cambio di posizione dell’Idv sull’Unione dei Comuni non si poteva più andare avanti, con l’Italia dei Valori a richiedere all’alleato più attenzione e rispetto del suo ruolo nell’amministrazione della città.

Risultato: la maggioranza non c’è più. Conseguenza: già nelle prossime ore il sindaco Luciana Cappelli - che non si è ancora pronunciata - potrebbe ritirare la delega all’assessore alle finanze Annalisa Fiore. E lo stesso potrebbe accadere negli altri due Comuni dove l’Idv è in giunta: a Certaldo (dove per martedì è stata convocata una riunione analoga a quella che si è svolta a Empoli) e a Castelfiorentino.

All’incontro di ieri mattina hanno partecipato il sindaco Luciana Cappelli, il vice Carlo Pasquinucci, i capigruppo Maurizio Alderighi e Aaron Dimoulas, i segretari del Pd Brenda Barnini (per la federazione) e Andrea Campigli (per l’unione comunale), i dirigenti dell’Idv Riccardo Corsi e Manuele Vannucci (coordinatore del circondario e vice) e Carlo Pino (coordinatore comunale), più i rappresentanti di Sel, Verdi e Socialisti.

«Il Pd - ha commentato Campigli - è andato a quel tavolo ponendo due condizioni affinché si potesse rilanciare l'alleanza: una presa di distanze pubblica dalle accuse dei giorni scorsi rispetto al fatto che tutti i tesserati del Pd di Empoli avessero la tessera per mera convenienza personale additando tutti come membri della “Casta”; e un’assunzione di responsabilità rispetto al percorso che l’approvazione dello statuto dell’Unione dei Comuni ha avuto negli organi istituzionali, certificando il loro sostegno sostanziale, non solo formale, al processo in atto. Di fronte alla risposta negativa di procedere su questi due punti, non possiamo che ritenere conclusa l'alleanza di governo con l'Italia dei Valori».

Sulla stessa linea Brenda Barnini: «L’Idv ha confermato di aver fatto bene a non votare lo statuto dell'Unione dei Comuni perché non condivide la decisione di gestire in modo associato i servizi di polizia municipale. A me non spetta il compito di decidere le conseguenze, mi limito a dire che una forza politica di maggioranza prima di non votare un atto sceglie la strada della fiducia e della responsabilità collettiva votando a favore, per poi eventualmente evidenziare valutazioni politiche diverse. Fare il contrario vuol dire privilegiare un punto di vista particolare e anteporre la ricerca della propria visibilità alla volontà di dare avvio ad una decisione di governo di cui poter poi discutere le concrete applicazioni. Vuol dire insomma adottare un comportamento che caratterizza un partito di opposizione e non più di maggioranza».

Diversa la valutazione dell’Idv. «Il voto sullo statuto dell’Unione di Comuni è solo un pretesto - dice Vannucci - in realtà il Pd non voleva l’accordo. Noi abbiamo chiesto che cambiasse l’atteggiamento tenuto fin qui nei nostri confronti, per avviare davvero un rapporto di condivisione delle scelte politiche e amministrative sulla città. La crisi che ha portato alla rottura nasce da qui».

Luciano Menconi

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