Gioco
Il nuovo oleificio Montalbano porta 10 posti stagionali in più
Anche il governatore Rossi sarà presente oggi al taglio del nastro dello stabilimento di Vinci Il presidente Neri: «Più qualità e frangiture rapide con macchinari hi-tech che rispettano l’ambiente»
VINCI. Sessant’anni di cooperazione sul Montalbano festeggiati nel migliore dei modi. Può esser questa la sintesi per definire l’inaugurazione del nuovo stabilimento in via Beneventi a Vinci dell’Oleificio Cooperativo Montalbano, prevista per oggi alle 14.30. Annunciate le presenze di Enrico Rossi governatore della Toscana, dell’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori (che arriveranno intorno alle 16) del presidente nazionale della Lega delle cooperative Giuliano Poletti e del sindaco di Vinci Dario Parrini. A fare gli onori di casa saranno Franco Neri, presidente della storica cooperativa, e Raffaello Lippi, presidente della Montalbano agricola alimentare Toscana spa, società di commercializzazione controllata dall’Oleificio Montalbano, e partecipata dalla Cooperativa Olma di Grosseto e dalla cooperativa Terre dell’Etruria di Donoratico. Oggi il taglio del nastro, lunedì gli ultimi collaudi alle macchine con le prime olive, e poi, mercoledì, via a tutta con la frangitura.
«Con l’inaugurazione del nuovo stabilimento – ha affermato soddisfatto il presidente Franco Neri - si chiude un’epoca e se ne apre un’altra, verso il futuro. Con gli strumenti necessari per affrontare il futuro. Abbiamo raddoppiato la capacità produttiva del frantoio, incrementando la dotazione di personale stagionale necessario, - in tutto gli stagionali arriveranno quest’anno a 50 unità, 10 in più rispetto al passato ma in futuro saranno ancora di più - con l’auspicio che la produzione ma soprattutto il numero dei soci crescano ancora. I margini ci sono. Contiamo di arrivare a frangere nei due stabilimenti di Vinci e Lamporecchio oltre 100mila quintali di olive già nel primo anno di attività, poi vediamo. Intanto la capacità di molitura dell’impianto di Vinci sale a ben oltre 2mila quintali al giorno di olive lavorate, e questo permetterà di soddisfare la domanda di coloro che vorranno frangere nei nostri impianti entro tre soli giorni dalla prenotazione. Riducendo al minimo i tempi di attesa per frangere le olive, puntiamo ad un ulteriore aumento della qualità dell’olio prodotto in queste zone, e abbiamo i mezzi per farlo». In effetti, la tecnologia impiegata nelle macchine acquistate – Pieralisi ed Alfa Laval, leader nel mondo per la costruzione di macchinari per l’estrazione dell’olio - è di ultima generazione, e tutto è stato costruito secondo una filosofia di estrema attenzione a generare il minimo impatto ambientale. Con un occhio di riguardo nei confronti delle energie alternative e rinnovabili. «Lo stabilimento è dotato di un impianto termico alimentato con il “nocciolino” di sansa, materiale costituito dai noccioli di olive derivanti dalla lavorazione e altrimenti destinato ad essere smaltito. La centrale a nocciolino rende autosufficiente per l’acqua calda e per il riscaldamento tutto il complesso. Un esempio di chiusura della filiera. Nella stessa costruzione, abbiamo usato materiali naturali come il sughero per garantire l’isolamento, e stiamo lavorando sulle nuove tecnologie che in futuro ci potranno permettere di riutilizzare qui anche gran parte dell’acqua di vegetazione, oggi stoccata in grandi serbatoi e poi smaltita in impianti appositi con un notevole aggravio dei costi di lavorazione». Oltre all’aumento dei posti di lavoro, seppur stagionali, ampie saranno le ricadute economiche sul territorio. Prima di tutto un incentivo a migliorare la produzione dal punto di vista qualitativo che potrà tradursi in un aumento del prezzo dell’olio conferito dai soci. «Si tratta dell’investimento più importante nella storia recente della cooperativa – ha concluso Neri – finanziato con risorse proprie e con mutui attraverso il supporto delle due banche del territorio - scelta da noi fortemente voluta - la Cassa di Risparmio di San Miniato e la Banca di Credito Cooperativo di Cambiano e con un consistente contributo della Regione, che ha premiato il nostro progetto».
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