Sicurezza
I sindacati medici toscani: giusto lo sciopero di lunedì
Sostegno regionale alla giornata di protesta contro la riorganizzazione delle guardie notturne. Solidale anche la Rsu: la direzione ha violato il contratto
EMPOLI. Alla vigilia dello sciopero di ventiquattro ore che lunedì manderà in tilt l’attività degli ambulatori di tutta l’Asl 11, i sindacati dei medici e dei veterinari dell’Empolese Valdelsa incassanno il sostegno dei colleghi toscani e quello della rappresentanza sindacale unitaria che tutela gli oltre duemila dipendenti - infermieri, tecnici e amministrativi - dell’azienda sanitaria.
L’intersindacale della Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria della Regione Toscana - è composta dai sindacati Aaroi Emac, Anaao Assomed, Aupi, Cimo Asmd , Cisl Medici,Fassid, Fesmed, Fp Cgil Medici , Sinafo, Fvm, Snabi Sds - esprime così la sua «adesione incondizionata» alla giornata di sciopero proclamata per contestare la riorganizzazione delle guardie mediche notturne in Rianimazione che prevede la riduzione da tre a due degli anestesisti in servizio e l’aumento da uno a due di quelli medici reperibili in caso di emergenza.
«Le difficoltà economiche, frutto di insensati tagli lineari inferti al servizio sanitario nazionale prima da Tremonti e poi da Monti - si legge in un comunicato diffuso ieri mattina - non si possono tradurre in una riduzione degli standard di sicurezza delle cure per i cittadini. Il passaggio da sistemi di guardie attive in ospedale, a sistemi in cui il medico rimane a domicilio in “trepida” attesa di una chiamata, come preconizzato dall’assessore regionale alla sanità Marroni e subitaneamente attuato dalla direzione aziendale di Empoli, significa aumentare il rischio clinico e la possibilità di eventi avversi in modo esponenziale. La magistratura ha già individuato i deficit organizzativi come la causa di gran lunga prevalente dei casi di “malasanità” e di contenzioso medico-legale, costringendo le aziende a risarcimenti milionari nei confronti degli utenti danneggiati. Non metteremo la nostra faccia dietro queste scelte sciagurate e da oggi in avanti gli elementi di disorganizzazione (unità operative lasciate senza “primari”, dotazioni organiche non garantite, standard di guardie attive disattesi) saranno segnalati alla procura generale della repubblica e alla procura generale della Corte dei conti. È venuto il momento di dire basta. Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra dignità, ai valori professionali in cui fino ad ora abbiamo creduto e ai pazienti che si affidano alle nostre cure».
Da qui la decisione di testimoniare il dissenso della categoria contro le scelte che si prospettano a livello nazionale e regionale. I medici toscani sosterranno compatti lo sciopero dei colleghi empolesi e invitano alla partecipazione al corteo organizzato per il prossimo 27 ottobre a Roma da tutte le organizzazioni sindacali nazionali dei medici dipendenti, convenzionati, precari e in formazione, dei veterinari, dei dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali.
Anche da parte degli altri dipendenti dell’azienda sanitaria empolese, come detto, sono arrivate ieri parole di appoggio allo sciopero. «La Rsu dell’Asl 11 - ha affermato ieri il coordinatore Paolo Prosperi - esprime piena solidarieta ai lavoratori della dirigenza in sciopero, non condividendo il metodo aziendale di inosservanza delle regole sancite dai contratti collettivi nazionali di lavoro, che sono stati sottoscritti anche dalle controparti datoriali. Auspichiamo un ritorno alle corrette relazioni sindacali e dei contratti nazionali di lavoro in tutti gli ambiti di confronto».
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