Sicurezza
Terremoto al vertice del Consorzio conciatori
Depuratore sotto inchiesta per gli sforamenti dei parametri delle acque in uscita Si dimettono il presidente e il direttore: «Giusto fare un passo indietro»
FUCECCHIO. Un’inchiesta della Procura di Firenze ha causato un terremoto ai vertici del Consorzio conciatori di Fucecchio: il presidente Massimo Banti e il direttore Claudio Brotini, raggiunti da un avviso di garanzia, hanno rassegnato le dimissioni. Nei giorni scorsi la Guardia di finanza ha effettuato dei controlli all’interno del depuratore di Ponte a Cappiano, gestito dal Consorzio, in seguito al quale è emerso un superamento dei parametri delle acque in uscita dagli impianti, che finiscono nel canale Usciana. In pratica – secondo quanto è trapelato – ci potrebbe essere stato un malfunzionamento dell’impianto, causato da un quantitativo eccessivo di fanghi di risulta non trattati in arrivo dalle quaranta aziende associate oppure qualcuno potrebbe aver sversato tra i liquami fognari della rete civica qualche sostanza pericolosa. Le fiamme gialle hanno sequestrato documenti ed effettuato dei prelievi nelle varie vasche, che saranno sottoposti ad analisi. Gli sforamenti sarebbero di lieve entità e le acque potrebbero presto rientrare nei parametri fissati dalla legge. Tuttavia il presidente e il direttore del Consorzio hanno deciso di lasciare i loro incarichi.
«Per prima cosa – spiega il presidente Massimo Banti – ho voluto togliere dall’imbarazzo il Consorzio. Sto cercando di capire che cosa è accaduto, perché la scorsa settimana – quando c’è stato il controllo della guardia di finanza – mi trovavo all’estero. In qualità di presidente non sono in possesso di tutti i dati relativi alle acque: per quel che riguarda l’impianto non sono a conoscenza di tutto ciò che riguarda gli aspetti tecnici. Però non appena mi è stato notificato l’avviso di garanzia ho rassegnato le dimissioni, per potermi difendere in tutta serenità nelle sedi opportune. Ho accettato questo incarico – prosegue Banti – con spirito di servizio. Ma in una situazione del genere, per lo stesso motivo, è giusto fare un passo indietro: non dobbiamo fare come certi politici».
Anche l’ormai ex direttore Claudio Brotini ha deciso di lasciare l’incarico: «Vista la situazione, era giusto farsi da parte in modo tale da fare la massima chiarezza. Posso soltanto dire che abbiamo sempre fatto del nostro meglio. Depurare i fanghi non è un compito agevole. Ce l’abbiamo messa sempre tutta, con il massimo impegno, ma potremmo anche aver commesso qualche sbaglio. In questo momento non voglio dire altro. Mi piacerebbe approfondire la questione, ma il mio legale mi ha consigliato di non entrare nel dettaglio. Mi difenderò – conclude Brotini – nelle sedi opportune».
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